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	<title>Liberi di coltivare &#187; Roberto Bassi</title>
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	<description>L&#039;innovazione sostenibile in agricoltura</description>
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		<title>Risposta del Prof. Giuseppe Altieri a Roberto Bassi</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Jan 2015 17:02:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La Legge Europea si Basa sul Principio di Precauzione &#8220;Ambientale-Sanitario&#8221;, strettamente inter-connesso, che costituisce le fondamenta del trattato europeo. Così come il Diritto Greco-Romano è alla base dei principi costituzionali inviolabili dei Paesi Membri alla salute e all&#8217;ambiente salubre, &#8220;principi giuridici&#8221; non delegati ai trattati internazionali e &#8220;regolatori della libertà di iniziativa economica&#8221; (Art. 32, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La Legge Europea si Basa sul Principio di Precauzione &#8220;Ambientale-Sanitario&#8221;, strettamente inter-connesso, che costituisce le fondamenta del trattato europeo. Così come il Diritto Greco-Romano è alla base dei principi costituzionali inviolabili dei Paesi Membri alla salute e all&#8217;ambiente salubre, &#8220;principi giuridici&#8221; non delegati ai trattati internazionali e &#8220;regolatori della libertà di iniziativa economica&#8221; (Art. 32, 9, 41, Costituzione Italiana).</p>
<p>Sulla base del <strong>Principio di Precauzione</strong> è necessario dimostrare l&#8217;innocuità di una tecnica, prima di poterla immettere nel mercato. E in tal senso Giordano Bruno e Galileo, Scienziati di Natura, non potrebbero mai accettare come Scientifica la Manipolazione del DNA, che può paragonarsi all&#8217;uso della Clava contro la perfezione della Natura. Tanto che, per le conseguenze che numerosi studi scientifici indipendenti stanno evidenziando, ciò di cui si potrebbe discutere &#8220;scientificamente&#8221; (se la scienza potesse arrivare a capire le conseguenze negative sulla salute del l&#8217;induzione del caos genetico) non è &#8220;se&#8221; gli OGM sono pericolosi o meno per la salute, bensì &#8220;come&#8221; risultano e risulteranno pericolosi per la salute.</p>
<p>Per quanto concerne la &#8220;<strong>resistenza agli erbicidi</strong>&#8221; da parte delle erbe cosiddette &#8220;infestanti&#8221;, spesso fonti preziose alimentari o medicinali, come l&#8217;Amaranto, pianta sacra degli Incas, dal valore nutritivo molto superiore al Mais, che oggi coltiviamo diserbando chimicamente l&#8217;Amaranto&#8230; (da perfetti imbecilli), è noto che si tratta di un meccanismo di &#8220;selezione genetica&#8221;, in questo caso definibile come &#8220;innaturale&#8221;, in quanto operata da agenti artificiali chimici. Per cui, all&#8217;aumentare della pressione selettiva, ovvero più erbacce si cerca di uccidere con i trattamenti chimici, più velocemente si selezionano le popolazioni resistenti al determinato prodotto chimico. E, in ogni caso, l&#8217;uso dei disseccanti totali ed erbicidi è destinato puntualmente a fallire, come dimostrano le centinaia di specie divenute resistenti ai diversi principi attivi chimici.</p>
<p>Gli unici esseri viventi che non hanno speranza di diventare resistenti alle sostanze chimiche di sintesi sono, purtroppo, gli esseri umani ai vertici delle catene alimentari, i quali si nutrono da 50 anni di alimenti contaminati da <strong>Pesticidi</strong> e <strong>Diserbanti/Disseccanti</strong> (xenobiotici-biocidi), le cui conseguenze sulla salute sono sotto gli occhi di tutti e &#8220;scientificamente&#8221; dimostrate a posteriori, violando il Principio di Precauzione (ovvero la legge). Esasperate negli ultimi due decenni dall&#8217;avvento sulle nostre tavole di OGM (Dna transgenico e proteine incognite ed imprevedibili connesse che si diffondono attraverso il TGO, trasferimento genico orizzontale) ed elevati residui di disseccanti totali e tossine Bt &#8220;alterate&#8221;, che stanno compromettendo la salute Umana in modo esponenziale. La perdita di aspettativa di vita sana in Italia è di circa 8 anni negli ultimi 10 anni (fonte Eurostat) e il nostro paese ha il triste record mondiale dei tumori dell&#8217;Infanzia (OMS).</p>
<p>Gli esseri Umani non sono dotati di capacità riproduttive paragonabili alle piante, agli insetti e agli altri patogeni vegetali e le modificazioni &#8220;genetiche&#8221; ed &#8220;epigenetiche&#8221; del suo DNA, dovute a fattori xenobiotici, non selezionano &#8220;individui resistenti&#8221;, bensì portano drammaticamente alla comparsa di innumerevoli nuove patologie degenerative, tumorali, autoimmuni, allergeniche, ormonali, celiache, riproduttive, teratogene (alterazione del dna degli spermatozoi), cerebrali, ecc&#8230; un vero è proprio programma di sterminio ben architettato dalle Multinazionali, che ne hanno fatto il loro &#8220;Affare del Secolo&#8221;&#8230;<br />
La domanda scientifica da porsi è: &#8220;come riuscirà l&#8217;essere umano a fermare questi folli &#8220;Stranamore&#8221; con le armi del Diritto ed a sopravvivere a questo secolo?&#8221;<br />
Oggi l&#8217;Unione Europea ha investito 500 miliardi di € (70 solo per l&#8217;Italia) per sostenere la riconversione Ecologica dell&#8217;Agricoltura, nei prossimi 6 anni. Gli agricoltori biologici hanno diritto alla copertura dei mancati ricavi, maggiori costi, più il 20% per le spese di transazione e il 30% per le azioni collettive, attraverso i Pagamenti Agroambientali, ovvero il Biologico &#8220;deve convenire per legge&#8221; visti gli enormi benefici indiretti&#8230;</p>
<p>Bastano 4-5 miliardi di € all&#8217;anno, ben spesi, per riconvertire tutta l&#8217;Agricoltura Italiana in Biologico&#8230; e ne abbiamo a disposizione almeno 12&#8230; E potremmo ridurre drasticamente le spese per il dissesto idrogeologico (almeno 15 miliardi all&#8217;anno) e per le Malattie degenerative (almeno 100 miliardi di € all&#8217;anno !!). Gli agricoltori biologici hanno diritto a 1.500 € / annui per consulenza agroecologica, 3.000 € /annui per spese di certificazione Biologica, oltre a Programmi di Promozione e Innovazione coperti al 70-80% dei costi&#8230; ed assicurazioni agevolate per la difesa delle coltivazioni con metodi biologici, con recupero delle polizze al 65%&#8230;</p>
<p>Le risorse agroambientali sono disponibili dal 1992 e in forma obbligatoria dal 2000. E, per ottenere il rispetto dei diritti degli agricoltori, purtroppo abbiamo dovuto rivolgerci ai TAR.</p>
<p>Le regioni e il MIPAAF stanno per approvare i PSR e i PSN di Sviluppo Rurale 2014-2020.</p>
<p>Forse questa volta sarà possibile lavorare meglio in fase di concertazione&#8230; lo sperano soprattutto i nostri figli.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Giuseppe Altieri,</strong><br />
<strong>Agroecologo</strong></p>
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		<title>Roberto Bassi in risposta a Valentino Mercati</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Sep 2014 09:57:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Caro Cavalier Mercati, in questo momento sono in Cina per un congresso ma trovo un po’ di tempo per rispondere alla sua lettera. Faccio una premessa che credo importante: ho cercato e cercherò ancora di prescindere dalla mia opinione personale sulla opportunità di usare OGM in agricoltura ma piuttosto di verificare insieme a Lei la [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Caro Cavalier Mercati,</p>
<p style="text-align: justify;">in questo momento sono in Cina per un congresso ma trovo un po’ di tempo per rispondere alla sua lettera.</p>
<p style="text-align: justify;">Faccio una premessa che credo importante: ho cercato e cercherò ancora di prescindere dalla mia opinione personale sulla opportunità di usare OGM in agricoltura ma piuttosto di verificare insieme a Lei la fondatezza di talune affermazioni largamente utilizzate nel dibattito. Nel fare questo, mi limiterò all’aspetto scientifico della questione, l’unico in cui ho una qualche competenza. Invece, ho difficoltà a valutare le sue deduzioni basate su pronunciamenti di corti di giustizia in paesi diversi. Un giudice fa le sue deduzioni sulla base della legge vigente nel suo paese, non sui risultati scientifici disponibili nella letteratura specializzata. Infatti, corti di giustizia di paesi diversi hanno dato e continuano a dare pareri contrastanti. La legge, a sua volta, è il risultato di un processo politico in cui i partiti votano sulla base del parere di chi li vota, non dei risultati degli esperimenti. Per chiudere questa premessa le faccio notare che nonostante Lei citi sentenze di corti americane contro l’uso di OGM, questi ultimi continuano a essere largamente coltivati in tutto il paese a dimostrazione del fatto che le sentenze a favore sono state e continuano a essere di numero e livello largamente superiore a quelle contrarie. La scienza e la legge confluiscono solo nel lungo periodo, come le potrebbero raccontarle Giordano Bruno e Galileo Galilei, entrambi condannati per aver suggerito che la terra fosse una sfera.</p>
<p style="text-align: justify;">Tornando agli erbicidi, che sembrano essere il suo terreno di discussione preferito in questa occasione, la selezione di varietà di infestanti resistenti agli erbicidi richiede con tutta evidenza che la pianta esposta sopravviva fino a riprodursi, senza di chè i semi mutati non potrebbero esistere. Penso che concorderà sul fatto che un numero multiplo di trattamenti poco efficaci in pre-emergenza lascerà in vita più individui infestanti che non pochi trattamenti efficaci in post-emergenza. Ne consegue che la probabilità di avere resistenti è MOLTO maggiore con l’uso di piante non transgeniche rispetto alla alternativa OGM. Certo, non si può escludere che la resistenza emerga anche fra le erbe infestanti i campi OGM, ma è certo MOLTO meno probabile.</p>
<p style="text-align: justify;">Già che ci sono continuo sull’argomento con qualche considerazione sulla Sua richiesta, fatta nella prima lettera diretta alla senatrice Cattaneo, di “<strong>poter liberamente coltivare le piante medicinali e simili</strong>” senza il “<strong>pericolo di inquinamento da polline proveniente da OGM</strong>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono certo che si tratta di una svista dato che la barriera di specie è molto netta e che dunque impossibile fecondare una pianta medicinale con polline di mais o cotone transgenico. Non ci sono piante transgeniche commerciali per l’uso in erboristeria, che io sappia. Inoltre, molti transgeni vengono ormai introdotti nel genoma di un organello cellulare chiamato cloroplasto.</p>
<p style="text-align: justify;">Siccome il cloroplasto non viene trasmesso per via maschile ( il polline), è possibile che un campo OGM venga “inquinato” da uno non OGM, ma non il contrario. La ricerca ha preso in carico l’obiezione sulla diffusione del polline e trovata una soluzione. Fateci altre obiezioni sensate e dateci un po’ di tempo: continueremo a trovare soluzioni nuove per vecchi e nuovi problemi come hanno fatto i nostri precursori durante tutto il percorso della civilizzazione umana domesticando piante ed animali per le nostre necessità.</p>
<p style="text-align: left;">Guilin, 21 agosto 2014</p>
<p style="text-align: right;">Con i migliori saluti<br />
<strong>Roberto Bassi</strong><br />
<em>Dipartimento di Biotecnologie &#8211; Università di Verona</em></p>
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		<title>Valentino Mercati risponde a Roberto Bassi</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Aug 2014 11:13:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Di seguito la risposta del Cav. Valentino Mercati al Prof. Roberto Bassi Gentilissimo Professor Bassi, Mi fa molto piacere che la proposta di aprire un dibattito scientifico sul tema degli OGM sia stata da Lei accolta e, pertanto, fin da adesso la invito a seguire i contributi che il mondo scientifico ed economico vorranno apportare [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Di seguito la risposta del Cav. <strong>Valentino Mercati</strong> al <a href="http://www.liberidicoltivare.it/il-dibattito/la-risposta-di-roberto-bassi-alla-lettera-di-valentino-mercati/" target="_blank"><strong>Prof. Roberto Bassi</strong></a></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Gentilissimo <strong>Professor Bassi</strong>,</p>
<p style="text-align: justify;">Mi fa molto piacere che la proposta di aprire un dibattito scientifico sul tema degli OGM sia stata da Lei accolta e, pertanto, fin da adesso la invito a seguire i contributi che il mondo scientifico ed economico vorranno apportare al sito www.liberidicoltivare.it. Ritengo, fin da ora, che anche questo intervento possa essere reso pubblico quale utile contributo.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel merito della tesi da Lei sostenuta <em>“le piante OGM resistenti agli erbicidi riducono il loro uso in maniera significativa”</em>, Le invio le mie controdeduzioni e, essendo un tema da dibattere, spero nel contributo di altri interventi.</p>
<p style="text-align: justify;">Il ricorso continuato all’erbicida verso il quale la pianta modificata è resistente (anche qualora fosse, come Lesi sostiene, ridotto nel caso di colture GM) determina la comparsa di piante infestanti resistenti a loro volta agli erbicidi. Sono stati già segnalati casi di colza super infestante, resistente agli erbicidi Roundup, Liberty e Pursuit (MacArthur, 2000).</p>
<p style="text-align: justify;">E’ interessante, al riguardo, ricordare il caso dell’erba medica per la quale fu proposta una varietà GM in cui era stata introdotta la tolleranza all’erbicida Roundup. Dopo l’approvazione del 2005, la coltivazione fu interrotta (due anni dopo) negli Stati Uniti, dopo che la Corte di san Francisco aveva imposto l’esame del rischio connesso all’induzione della selezione di piante infestanti resistenti riconducibile dall’uso di quantità sempre crescenti di glifosato. Nella sentenza il giudice sancì che tale tipo di contaminazione rappresentava un danno ambientale irreparabile. Il giudice rilevò, inoltre, un’adempienza da parte dell’USDA (il Dipartimento dell’Agricoltura americano) per non aver preso in debita considerazione il rischio di contaminazione a carico delle colture convenzionali e biologiche. Come evidente, anche la presunta diminuzione del ricorso all’erbicida da lei ipotizzata,  si configura in realtà come un incremento  procrastinato nel tempo del ricorso a molecole erbicide capaci di contrastare infestanti sempre più tenaci.</p>
<p style="text-align: justify;">Dal punto di vista pratico, in realtà, la situazione è diversa. Non si può trascurare che, come ampiamente documentato dal Rapporto <em>“Impacts of Genetically Engineered Crops on Pesticide Use in the United States: The First Thirteen Years”</em> (pubblicato nel 2009 da Charles Benbrook), l’uso di piante GM ha come conseguenza l’aumento del ricorso agli erbicidi. Nello specifico, lo studio evidenzia come tra il 1996 e il 2008 nelle aree coltivate con soia e mais transgenici, l’uso di erbicidi sia incrementato in modo considerevole.</p>
<p style="text-align: justify;">Non si può trascurare, inoltre, che fenomeni di resistenza sono indotti anche sugli insetti: il ricorso a piante modificate per essere resistenti agli insetti ha determinato, infatti, la resistenza alla tossina Bt negli insetti target. Un evento, questo, già previsto dalle aziende produttrici che consigliano la predisposizione di “zone rifugio per gli insetti”, porzioni di terreno, cioè, da coltivare con varietà non transgeniche della stessa coltura al fine di creare delle fasce in cui gli insetti divenuti resistenti possano incrociarsi con altri ancora suscettibili al Bt e ritardare nel tempo lo stabilizzarsi di colonie di insetti resistenti.</p>
<p style="text-align: justify;">A riprova di quanto affermo, Le evidenzio quanto riporta lo stesso sito della Monsanto: <em>“To help reduce the risk of insects developing resistance to B.t. technology, farmers are required to plant a separate structured refuge in their fields.”</em></p>
<p style="text-align: justify;">Gli spunti di riflessione sugli OGM sono numerosi e abbracciano tematiche ecologiche, economiche, etiche senza dimenticare l’aspetto legato alla salute umana. Tutti argomenti sui quali confido possa aprirsi un dibattito importante per il livello dei contenuti e rispettoso delle opinioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Vista la qualità del suo intervento, la invito a fornire contributi anche sulle cose che, secondo lei, hanno “<em>una spiegazione semplice ed immediata per chi abbia studiato professionalmente la biologia delle piante e degli ecosistemi”</em>.</p>
<p style="text-align: right;">Cordiali saluti,</p>
<p style="text-align: right;">Cav. Lav. <strong>Valentino Mercati</strong><br />
<em>Presidente Gruppo Aboca</em></p>
</blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>La risposta di Roberto Bassi alla lettera di Valentino Mercati</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Aug 2014 11:07:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Pubblichiamo di seguito la risposta di Roberto Bassi, Professore di Fisiologia Vegetale e firmatario dell&#8217;appello &#8220;Non perdiamo la sfida agli OGM&#8221;, alla lettera di Valentino Mercati Caro Sig. Mercati, grazie per avermi anticipato la lettera da Lei inviata al &#8220;Sole 24 ore&#8221;.  Non so ancora se verrà pubblicata ma la considero un documento molto importate [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Pubblichiamo di seguito la risposta di <strong>Roberto Bassi</strong>, Professore di Fisiologia Vegetale e firmatario dell&#8217;appello &#8220;Non perdiamo la sfida agli OGM&#8221;, alla <a href="http://www.liberidicoltivare.it/appello/"><strong>lettera di Valentino Mercati</strong></a></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Caro Sig. Mercati,</p>
<p style="text-align: justify;">grazie per avermi anticipato la lettera da Lei inviata al &#8220;Sole 24 ore&#8221;.  Non so ancora se verrà pubblicata ma la considero un documento molto importate e la ringrazio per la sua partecipazione al dibattito cosa che permette di confrontarci e chiarire non solo le posizioni reciproche di chi è a favore o contrario alla coltivazione di OGM ma anche di chiarire alcuni dati di fatto senza di che diventa difficile parlarsi.</p>
<p style="text-align: justify;">Se mi permette comincerò da alcuni di questi dati base.</p>
<p style="text-align: justify;">Lei scrive: &#8220;<strong>Si consideri poi che molte delle affermazioni contenute nei due articoli citati a noi appaiono anche tecnicamente sbagliate</strong>&#8230;&#8230;&#8230;&#8230; <strong>Si consideri ad esempio il passaggio per cui si sostiene che le coltivazioni OGM riducono l’uso di fitofarmaci, essa è del tutto priva di fondamento, basti pensare che il 90% del mais OGM in circolazione è stato modificato proprio per essere resistente a specifici erbicidi, il cui uso prolungato determina l’insorgere di pericolosissimi fenomeni di resistenza che creano dei super infestanti e inducono un aumento progressivo dell’utilizzo di fitofarmaci.</strong>&#8220;</p>
<p style="text-align: justify;">Il meccanismo attraverso cui una pianta resistente ad un fitofarmaco  riduce l&#8217;uso di questa sostanza chimica  è molto chiaro:  prendiamo ad esempio gli erbicidi che vengono usati per controllare le infestanti.  Se usa, poniamo una pianta di mais non resistente al DIURON,  dovrà agire più volte in pre-emergenza per colpire le infestanti senza uccidere la coltura che vuole crescere.  In pre-emergenza il terreno è in gran parte spoglio solo una minima parte dell&#8217;erbicida andrà a segno mentre il resto coprirà il terreno e verrà dilavato nella falda o diffuso dal vento assieme alla polvere su cui sarà adeso.  L&#8217;efficacia sarà comunque bassa in quanto i semi infestanti potranno comunque crescere assime la sua coltura dopo che questa sarà germinata.  E&#8217; invece possibile trattare una coltura OGM in post-emergenza  con un numero (molto) minore di trattamenti quando la gran partre dei semi saranno germinati visto che la pianta resistente sarà immune. Inoltre il fitofarmaco sparso andrà sulle foglie piuttostio che sul terreno.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quindi: I trattamenti chimici  costano cari e sono dannosi all&#8217;ambiente  e le piante resistenti  RIDUCONO il loro uso in maniera molto significativa. Meno erbicida sarà sparso minore sarà la probabilità di selezionari resistenti. </strong></p>
<p>potrei continuare con molte delle cose che Lei ritiene &#8220;palesemante assurde&#8221;  ma che hanno invece una spiegazione semplice e immediata per chi abbia studiato professionalmente la biologia delle piante e degli ecosistemi.  Noi siamo a disposizione per questi chiarimenti, in particolare per chi, come Lei, rappresenta una categoria di associati e ha quindi una particolare responsabilità quando parla in pubblico.  Nessuno di noi ricercatori è titolare di una multinazionale e non abbiamo vantaggi economici a soatere una posizione piuttosto che un&#8217;altra  tranne che per avere approfondito i fatti in questione.  Siamo a Sua disposizione.</p>
<p>con i migliori saluti</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Roberto Bassi<br />
</strong><em>Professore di Fisiologia Vegetale e firmatario della lettera</em></p>
<p style="text-align: right;">
</blockquote>
]]></content:encoded>
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