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	<title>Liberi di coltivare &#187; Ambiente</title>
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	<description>L&#039;innovazione sostenibile in agricoltura</description>
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		<title>ISDE Italia: Lettera aperta sul Fertility Day</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Sep 2016 08:35:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[liberidicoltivare]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<category><![CDATA[Pesticidi]]></category>
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		<description><![CDATA[Segnaliamo l’interessante posizione di ISDE espressa nella lettera aperta al Ministro della Salute On. Beatrice Lorenzin in merito alla 1° Giornata Nazionale sul Fertility Day, soprattutto per quanto concerne le problematiche di origine ambientali legate all’infertilità. Condividiamo questo approccio auspicando una maggiore attenzione sugli studi scientifici che trattano questi aspetti. ISDE Italia &#8211; Associazione Medici [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="rtejustify">Segnaliamo l’interessante posizione di ISDE espressa nella lettera aperta al Ministro della Salute On. Beatrice Lorenzin in merito alla 1° Giornata Nazionale sul Fertility Day, soprattutto per quanto concerne le problematiche di origine ambientali legate all’infertilità.</p>
<p>Condividiamo questo approccio auspicando una maggiore attenzione sugli studi scientifici che trattano questi aspetti.</p>
<p class="rtejustify"><img class=" alignright" src="http://www.aboca.com/sites/www.aboca.com/files/styles/thumbnail/public/images/news/isde_colori_120.png?itok=8Y4E0_mN" alt="" /></p>
<blockquote><p><strong>ISDE Italia &#8211; Associazione Medici per l&#8217;Ambiente<br />
Lettera aperta sul Fertility Day</strong><br />
<em>In merito alla 1° Giornata Nazionale sul Fertility Day che verrà celebrata il 22 settembre p.v., come Associazione Nazionale dei Medici per l’Ambiente (ISDE Italia) abbiamo letto con attenzione il razionale della giornata ed in particolare il programma in cui si affronteranno alcuni temi cruciali quali la possibilità di guarire dalla sterilità, il ruolo della Medicina Pubblica, la possibilità di preservare la fertilità anche in caso di malattie tumorali e del ruolo dell’età nella possibilità di concepire.<br />
Ci sembra però di notare che sia del tutto carente una sessione sulle cause dell’infertilità, problema che affligge ormai il 15% delle coppie e, più in generale, sull’ eziopatogenesi dei disturbi della sfera riproduttiva, oggi seriamente compromessa, anche per abortività spontanea, prematurità, nati sotto peso, esiti infausti della gravidanza, malformazioni, endometriosi etc.<br />
A questo proposito ci permettiamo di segnalare che esiste ormai una corposa letteratura scientifica che correla tali problematiche con esposizioni di origine ambientale e, a nostro avviso, una giornata così importante come quella del 22 settembre dovrebbe mettere in luce ed informare anche su questi aspetti.<br />
Ad esempio l’esposizione a pesticidi (in particolare di tipo professionale) può alterare gravemente la funzione gonadica maschile con peggioramento della qualità del seme per riduzione della densità, motilità, numero degli spermatozoi, aumento delle anomalie al DNA e alterazioni della loro morfologia, ma anche per inibizione della spermatogenesi per riduzione del volume e peso di testicoli, epididimo, vescicole seminali e prostata (1).<br />
Così pure per l’endometriosi &#8211; patologia complessa diventata ormai una vera piaga sociale e causa di sterilità femminile &#8211; i fattori ambientali rappresentano un importante fattore di rischio. Studi caso-controllo hanno dimostrato che per le donne con più elevati livelli nel sangue di β-esaclorocicloesano (HCH), mirex, clordano, fungicidi, esaclorobenzene il rischio di endometriosi è nettamente più alto (2,3).<br />
Più in generale ricordiamo che tutte le sostanze che agiscono come interferenti endocrini (ed ormai presenti nei nostri ambienti di vita) quali ftalati, ritardanti di fiamma, parabeni, bisfenolo A, diossine, PCB etc. sono tutte in grado di alterare i complessi equilibri ormonali alla base delle funzioni riproduttive ed è stato valutato che i soli costi economici per danni alla salute riproduttiva femminile da interferenti endocrini ammontino ogni anno ad 1 miliardo e ½ di euro (4).<br />
Per non parlare di gravissimi casi di inquinamento da sostanze che interferiscono con le funzioni ormonali quale quello da perfluoroctani (PFOA, PFAS) presente in Veneto ed oggetto di specifiche ricerche da parte dell’ISS.<br />
Vorremmo infine ricordare come per la cattiva qualità dell’aria, non si registrino solo problemi ischemici, circolatori, respiratori, tumorali e danni al cervello in via di sviluppo, ma anche deleteri effetti sulla salute riproduttiva. Ad esempio una meta-analisi del 2012 ha valutato che per ogni incremento di 10 μg/m3 di PM2.5 vi era un aumento del 15% del rischio di nascite pretermine ed un aumento del 9% del rischio di basso peso alla nascita (5), con costi assistenziali e sociali assolutamente non trascurabili (6).<br />
Ma anche l’abortività spontanea è correlata all’inquinamento atmosferico: uno studio condotto nel Sud Italia ha dimostrato un incremento di abortività spontanea del 19,7% e del 33,6% per ogni incremento di 10 μg/m3 rispettivamente di PM10 e di ozono, anche se tali concentrazioni rientravano nei limiti di legge (7).<br />
In conclusione ribadiamo la nostra profonda convinzione che infertilità e disordini della vita riproduttiva siano fra le funzioni più fragili, delicate ed importanti della salute umana, anche per le ripercussioni che comportano sugli aspetti più intimi della persona quali quelli della vita relazionale, della vita affettiva e della sessualità, ma sono anche fra quelle che maggiormente risentono degli effetti negativi dell’inquinamento.<br />
ISDE crede fermamente che la salute umana sia intimamente connessa con la salubrità dell’ambiente di vita e di lavoro ed auspica che il 22 settembre 2016 non si perda un’ottima occasione per divulgare informazioni ai cittadini anche su questi versanti.<br />
Essere consapevoli dei rischi ambientali connessi all’infertilità e ai disturbi della vita riproduttiva non può che favorire comportamenti più responsabili da parte dei cittadini e &#8211; ci auguriamo &#8211; provvedimenti più consoni a tutelare anche queste funzioni della salute umana, sia da parte del Legislatore che e delle Istituzioni preposte a tutelare la salute pubblica.<br />
La ringraziamo per l’attenzione e fiduciosi in un positivo riscontro voglia gradire i nostri saluti.</em></p>
<p><em>Dr. Roberto Romizi<br />
Presidente ISDE Italia<br />
Dr.ssa Patrizia Gentilini<br />
Membro Giunta Esecutiva e Comitato Scientifico</em></p>
<p><em>Riferimenti bibliografici<br />
1. Mehrpour O, Karrari P, Zamani N, Tsatsakis AM, Abdollahi M Occupational exposure to pesticides and consequences on male semen and fertility: A review Toxicol Lett. Oct 15;230(2):146-56. 2014<br />
2. Cooney MA, Buck Louis GM, Hediger ML, Vexler A, Kostyniak P J Organochlorine pesticides and endometriosis Reprod Toxicol Nov;30(3):365-9 2010<br />
3. Upson K, De Roos AJ, Thompson ML, Sathyanarayana S, Scholes D, Barr DB, Holt VL. Organochlorine pesticides and risk of endometriosis: findings from a population-based case-control study Environ Health Perspect. Nov-Dec;121(11-12):1319-24. 2013.<br />
4. Hunt PA, Sathyanarayana S, Fowler PA, Trasande L Female Reproductive Disorders, Diseases, and Costs of Exposure to Endocrine Disrupting Chemicals in the European Union. L J Clin Endocrinol Metab. Apr;101(4):1562-70 2016.<br />
5. Sapkota A, Chelikowsky AP, Nachman KE, Cohen AJ Exposure to particulate matter and adverse birth outcomes: a comprehensive review and meta-analysis. Air Quality, Atmosphere &amp; Health December 2012, Volume 5, Issue 4, pp 369-381 2012<br />
6. Cavallo MC, Gugiatti A, Fattore G, Gerzeli S, Barbieri D, Zanini R. Cost of care and social consequences of very low birth weight infants without premature- related morbidities in Italy. Ital J Pediatr. Aug 19;41:59. 2015<br />
7. Di Ciaula A, Bilancia M Relationships between mild PM10 and ozone urban air levels and spontaneous abortion: clues for primary prevention. Int J Environ Health Res. ;25(6):640-55 2015.</em></p></blockquote>
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		<title>Approfondimenti scientifici</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Feb 2015 09:10:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[liberidicoltivare]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Agricoltura sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>

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		<description><![CDATA[Articoli di approfondimento scientifico sull&#8217;agricoltura biologica TITOLO Reduction in urinary organophosphate pesticide metabolites in adults after a week-long organic diet Contribution of Organically Grown Crops to Human Health Una dieta biologica riduce allergie asma ed eczema nei bambini]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2>Articoli di approfondimento scientifico sull&#8217;agricoltura biologica</h2>
<table width="850">
<tbody>
<tr>
<td width="600"><strong>TITOLO</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="600"><a href="http://www.liberidicoltivare.it/wp-content/uploads/2015/02/Reduction-in-urinary-organophosphate-pesticide-metabolites-in-adults-after-a-week.pdf" target="_blank"><strong>Reduction in urinary organophosphate pesticide metabolites in adults after a week-long organic diet</strong></a></td>
</tr>
<tr>
<td width="600"><a href="http://www.liberidicoltivare.it/wp-content/uploads/2015/02/Contribution-of-Organically-Grown-Crops-to-Human-Health.pdf" target="_blank"><strong>Contribution of Organically Grown Crops to Human Health</strong></a></td>
</tr>
<tr>
<td width="600"><a href="http://www.assobio.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=40:una-dieta-biologica-riduce-allergie-asma-ed-eczema-nei-bambini&amp;catid=16:dal-mondo&amp;Itemid=128" target="_blank"><strong>Una dieta biologica riduce allergie asma ed eczema nei bambini</strong></a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<title>L&#8217;agricoltura biologica</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jan 2015 17:11:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[liberidicoltivare]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Agricoltura biologica]]></category>
		<category><![CDATA[Agricoltura sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Aziende agricole]]></category>
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		<category><![CDATA[Certificazione biologica]]></category>
		<category><![CDATA[Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali]]></category>
		<category><![CDATA[Produttori biologici]]></category>
		<category><![CDATA[Reg. CE 834/2007]]></category>
		<category><![CDATA[Regolamento CE n. 834 del 2007]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>

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		<description><![CDATA[L’agricoltura biologica è uno dei metodi di produzione in grado di assicurare una spiccata sostenibilità ambientale, dando risposta, al contempo, alle richieste del consumatore. L’agricoltura biologica garantisce, infatti, qualità certe che riguardano il minore impatto ambientale, la salubrità, l’assenza di OGM e la garanzia di un sistema di controllo e certificazione. Cosa è l’agricoltura biologica [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>L’<strong>agricoltura biologica</strong> è uno dei metodi di produzione in grado di <strong>assicurare una spiccata sostenibilità ambientale</strong>, dando risposta, al contempo, alle richieste del consumatore.</p>
<p>L’<strong>agricoltura biologica</strong> garantisce, infatti, <strong>qualità certe che riguardano il minore impatto ambientale</strong>, la salubrità, l’assenza di OGM e la garanzia di un sistema di controllo e certificazione.</p>
<h3><strong><img class="alignright wp-image-768 size-medium" src="http://www.liberidicoltivare.it/wp-content/uploads/2015/01/agricoltura-biologica-logo-europeo-300x200.jpg" alt="agricoltura-biologica-logo-europeo" width="300" height="200" />Cosa è l’agricoltura biologica</strong></h3>
<p>Come definito nel <strong>Regolamento CE n. 834 del 2007</strong>, la produzione biologica è un sistema globale di gestione dell’azienda agricola e di produzione agroalimentare basato sull’interazione tra le migliori pratiche ambientali, un alto livello di biodiversità, la salvaguardia delle risorse naturali, l’applicazione di criteri rigorosi in materia di benessere degli animali e una produzione confacente alle preferenze di taluni consumatori per prodotti ottenuti con sostanze e procedimenti naturali.</p>
<p>Il metodo di produzione biologico esplica pertanto una duplice funzione sociale, provvedendo da un lato a un mercato specifico che risponde alla domanda di prodotti biologici dei consumatori e, dall’altro, fornendo beni pubblici che contribuiscono alla tutela dell’ambiente, al benessere degli animali e allo sviluppo rurale.</p>
<p>Chi vuole ottenere la certificazione biologica deve rispettare il <strong>Reg. CE 834/2007</strong>, che definisce il sistema di produzione, trasformazione, etichettatura, controllo e certificazione nell’Unione Europea. I produttori biologici sono sottoposti a verifiche e controlli da parte di enti certificatori (accreditati presso il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali).</p>
<p>La difesa delle colture viene attuata in via preventiva, selezionando specie resistenti alle malattie e intervenendo con tecniche di coltivazione appropriate, come, ad esempio, la rotazione delle colture. In caso di necessità, per la difesa delle colture si interviene con sostanze naturali vegetali, animali o minerali. In agricoltura biologica si ricorre a fertilizzanti naturali come il letame maturo e ad altre sostanze organiche compostate o sovesci (incorporazioni nel terreno di piante appositamente seminate) come trifoglio o senape.</p>
<p>Per quanto riguarda i sistemi di allevamento, gli animali sono alimentati secondo i loro fabbisogni con prodotti vegetali ottenuti da produzione biologica. In nessun caso è consentita la somministrazione di organismi geneticamente modificati, stimolatori di crescita o stimolatori dell&#8217;appetito sintetici; conservanti e coloranti; alimenti sottoposti a trattamenti con solventi o addizionati di agenti chimici in genere.</p>
<p>Il benessere animale è un requisito fondamentale: nelle aziende che allevano secondo il metodo biologico devono esserci ampi spazi perché gli animali possano muoversi e pascolare liberamente. L&#8217;allevamento degli animali con metodo biologico è strettamente legato alla terra: il numero dei capi allevabili è in stretta relazione con la superficie disponibile.</p>
<p>Consumare un prodotto biologico significa, dunque, avere la garanzia che esso sia stato ottenuto attraverso un metodo di coltivazione e/o di allevamento rispettoso degli equilibri ecologici naturali senza ricorrere a sostanze chimiche di sintesi (concimi, diserbanti, anticrittogamici, insetticidi, etc.) né a OGM.</p>
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		<title>Verso un&#8217;agricoltura sostenibile</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jan 2015 16:12:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[liberidicoltivare]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Agricoltura sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>

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		<description><![CDATA[Il modello agro-industriale (frutto dalla cosiddetta “rivoluzione verde”  che imperversò tra gli anni quaranta e settanta del secolo scorso) ha, oggi, palesato i suoi limiti, avendo determinato esternalità negative fortemente impattanti sull’ambiente. Alcune pratiche agricole possono, infatti, esercitare una eccessiva pressione sull&#8217;ambiente e provocare degrado dei terreni, carenza e inquinamento delle acque, perdita di habitat [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il modello <em>agro-industriale</em> (frutto dalla cosiddetta <em>“rivoluzione verde”</em>  che imperversò tra gli anni quaranta e settanta del secolo scorso) ha, oggi, palesato i suoi limiti, avendo determinato esternalità negative fortemente impattanti sull’ambiente. Alcune pratiche agricole possono, infatti, esercitare una eccessiva pressione sull&#8217;ambiente e provocare degrado dei terreni, carenza e inquinamento delle acque, perdita di habitat naturali e di biodiversità.</p>
<p>Le pubblicazioni scientifiche (frutto di studi tossicologici ed epidemiologici) riportate nelle sezioni del sito, dimostrano la tossicità di alcune sostanze impiegate in agricoltura. Tali sostanze si sono rivelate nel tempo più pericolose di quanto fosse stato inizialmente supposto, sia per quanto riguarda gli equilibri eco-sistemici  sia per la salute umana.</p>
<p>Per questi motivi è necessario promuovere metodologie e tecniche alternative, che pur risultando valide ai fini produttivi, siano in grado di assicurare un più elevato grado di tutela della salute umana e dell’ecosistema.</p>
<p><strong>È necessario che l’agricoltura fondi i propri schemi produttivi sul rispetto di un nuovo equilibrio tra economia, ambiente e salute.</strong></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-871" src="http://www.liberidicoltivare.it/wp-content/uploads/2015/01/la-terra-che-nutre.png" alt="la terra che nutre" width="415" height="275" /></p>
<p><strong><em>Perché perseguire la sostenibilità?</em></strong></p>
<p>Il libro <em>“La Terra che Nutre</em>”, edito da Giunti e pubblicato in occasione del 25° anniversario di CCPB, è una raccolta, sotto forma di intervista, di pareri e riflessioni di persone che operano con ruoli di rilievo negli ambiti più diversi e sono interessati al rapporto fra biologico e sostenibilità.</p>
<p>Abbiamo selezionato alcuni estratti del libro che rispondono alla domanda <strong><em>“Perché perseguire la sostenibilità?”</em></strong> come punto di partenza per una riflessione che può interessare sia i consumatori sia coloro che operano nel biologico e si propongono come protagonisti di un nuovo e ancor più significativo sviluppo di questo settore.</p>
<p><strong>Andrea Segrè</strong> – Preside della facoltà di Agraria dell’Università di Bologna, Presidente di <em>Last Minute Market.</em></p>
<p><em>“Dobbiamo arrivare a una società che fonda la sua economia sull’ecologia. Cos’è l’economia? Seguendo la sua etimologia Oikonomia è lo studio, la gestione, la norma della nostra casa. Cos’è invece l’ecologia? Anche in questo caso, prendendo alla lettera l’etimologia, Oikologia è lo studio, la gestione, la norma della nostra casa grande, cioè del nostro ambiente naturale. Non è strano che anche per gli economisti più avanzati come Latouche, che si definiscono “economisti ecologici”, l’ecologia sia un aggettivo dell’economia? Com’è possibile che la casa piccola (economia) possa contenere la casa grande (ecologia)? […] Secondo la mia visione la soluzione esiste già. Basta invertire la rotta e pensare che sia l’ecologia a inglobare l’economia e non il contrario, come avviene attualmente.” </em></p>
<p><strong>Oscar Farinetti</strong> – Fondatore di Eataly</p>
<p><em>“Solo un sistema sostenibile ha futuro. Se si rompe l’equilibrio complessivo in qualunque punto, si crea una crisi, la cui soluzione produce costi sia in termini di risorse finanziarie sia in termini di risorse umane. Penso ai contadini e ai lavoratori insoddisfatti perché sottoremunerati o costretti a vivere in modo indecoroso, penso alla distruzione delle risorse energetiche non rinnovabili, penso al diffondersi di malattie sconosciute, alla sovrabbondanza di rifiuti, all’infelicità che permea la maggior parte delle comunità del pianeta…”</em></p>
<p><strong>Fabrizio Piva </strong>– Agronomo e Amministratore delegato di CCPB srl</p>
<p><strong><em>“</em></strong><em>La sostenibilità prevarica qualsiasi concetto di economicità. Perseguirla va oltre qualsiasi motivazione o legittimazione produttiva. Agire in sua funzione sul piano economico significa creare le condizioni per cui sul mercato vengano offerti prodotti equi e puliti, sempre nell’ottica di garantire al cittadino un risultato finale rispettoso delle risorse, dei metodi, dei mezzi con cui li otteniamo. Non ultimo, delle persone e del pianeta. Penso inoltre che la sostenibilità abbia molto da spartire con la bellezza. Il perché sta tutto nell’immagine stessa dell’equilibrio. Il rispetto degli equilibri dei cicli biologici porta a produzioni agroalimentari alleate delle risorse naturali.”</em></p>
<p><strong>Angelo Consoli </strong>– Direttore del CODECO e presidente del CETRI-TIRES (Centro Europeo per la Terza Rivoluzione Industriale)</p>
<p><strong><em>“</em></strong><em>É necessario fare ricorso a un nuovo umanesimo. Dobbiamo iniziare ad agire e pensare come la natura, in modo olistico: perseguire la sostenibilità significa per l’uomo capire e riconoscere la propria indipendenza nei confronti della natura, imparando a interagire con essa senza prevaricarla. Ma per poter conseguire questa nuova forma di rapporti con la natura è necessario ripensare l’intera sfera dell’agire umano, a partire da un assunto fondamentale: l’allontanamento dall’individuo spinto dalla logica del profitto, richiesto e perseguito a ogni costo.”</em></p>
<p><strong>Paolo De Castro</strong> &#8211; Prof. In Economia e Politica Agraria presso l’Università di Bologna, due volte Ministro delle Politiche Agricole, Presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo</p>
<p><em>“La sostenibilità, da tempo, non è più un tema da salotto; non è più un’opzione, ma un obbligo in tutti i i settori economici. Per quanto concerne l’agricoltura, c’è ormai una consolidata attenzione all’uso e al consumo del suolo e dell’acqua, delle risorse naturali che non sono infinite. […] E allora dobbiamo preservare le risorse naturali presenti sul pianeta per le generazioni future.”</em></p>
<p><em>Gli estratti riportati sono stati gentilmente concessi dal CCPB; ulteriori informazioni sul libro sono disponibili sul sito del CCPB al link </em><a href="http://www.ccpb.it/blog/2013/05/30/la-terra-che-nutre/"><em>http://www.ccpb.it/blog/2013/05/30/la-terra-che-nutre/</em></a></p>
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		<title>Case Study: Sestino e Badia Tedalda</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Jan 2015 17:18:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[liberidicoltivare]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Agricoltura sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Badia Tedalda]]></category>
		<category><![CDATA[Sestino]]></category>
		<category><![CDATA[Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[Umbria]]></category>

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		<description><![CDATA[La delibera dei Comuni di Sestino e Badia Tedalda Titolo Riferimento Data  Delibere e regolamenti consiglio congiunto Comune di Sestino 06/03/2014 Rassegna stampa sui Comuni di Sestino e Badia Tedalda Sestino e Badia Tedalda uniti per l’agricoltura biologica Saturno Notizie I comuni di Badia Tedalda e Sestino (AR) seguono l’esempio di Vallarsa CCPB &#160;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3><strong>La delibera dei Comuni di Sestino e Badia Tedalda</strong></h3>
<table width="850">
<tbody>
<tr>
<td width="600">Titolo</td>
<td width="150">Riferimento</td>
<td width="100">Data</td>
</tr>
<tr>
<td width="600"><a href="http://www.liberidicoltivare.it/wp-content/uploads/2014/09/delibere-e-regolamenti-consiglio-congiunto.pdf" target="_blank"><strong> Delibere e regolamenti consiglio congiunto</strong></a></td>
<td width="150">Comune di Sestino</td>
<td width="100">06/03/2014</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><strong>Rassegna stampa sui Comuni di Sestino e Badia Tedalda</strong></p>
<table width="850">
<tbody>
<tr>
<td width="600"><a href="http://www.saturnonotizie.it/news/leggi/78217/Sestino-e-Badia-Tedalda-uniti-per-lagricoltura-biologica.html" target="_blank"><strong>Sestino e Badia Tedalda uniti per l’agricoltura biologica</strong></a></td>
<td width="150">Saturno Notizie</td>
<td width="100"></td>
</tr>
<tr>
<td width="600"><a href="http://www.ccpb.it/blog/2014/12/02/sestino-e-badia-tedalda-promuovono-lagricoltura-biologica/"><strong>I comuni di Badia Tedalda e Sestino (AR) seguono l’esempio di Vallarsa</strong></a></td>
<td width="150">CCPB</td>
<td width="100"></td>
</tr>
<tr>
<td width="600"></td>
<td width="150"></td>
<td width="100"></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Risposta del Prof. Giuseppe Altieri a Roberto Bassi</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Jan 2015 17:02:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[liberidicoltivare]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[resistenza agli erbicidi]]></category>
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		<description><![CDATA[La Legge Europea si Basa sul Principio di Precauzione &#8220;Ambientale-Sanitario&#8221;, strettamente inter-connesso, che costituisce le fondamenta del trattato europeo. Così come il Diritto Greco-Romano è alla base dei principi costituzionali inviolabili dei Paesi Membri alla salute e all&#8217;ambiente salubre, &#8220;principi giuridici&#8221; non delegati ai trattati internazionali e &#8220;regolatori della libertà di iniziativa economica&#8221; (Art. 32, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La Legge Europea si Basa sul Principio di Precauzione &#8220;Ambientale-Sanitario&#8221;, strettamente inter-connesso, che costituisce le fondamenta del trattato europeo. Così come il Diritto Greco-Romano è alla base dei principi costituzionali inviolabili dei Paesi Membri alla salute e all&#8217;ambiente salubre, &#8220;principi giuridici&#8221; non delegati ai trattati internazionali e &#8220;regolatori della libertà di iniziativa economica&#8221; (Art. 32, 9, 41, Costituzione Italiana).</p>
<p>Sulla base del <strong>Principio di Precauzione</strong> è necessario dimostrare l&#8217;innocuità di una tecnica, prima di poterla immettere nel mercato. E in tal senso Giordano Bruno e Galileo, Scienziati di Natura, non potrebbero mai accettare come Scientifica la Manipolazione del DNA, che può paragonarsi all&#8217;uso della Clava contro la perfezione della Natura. Tanto che, per le conseguenze che numerosi studi scientifici indipendenti stanno evidenziando, ciò di cui si potrebbe discutere &#8220;scientificamente&#8221; (se la scienza potesse arrivare a capire le conseguenze negative sulla salute del l&#8217;induzione del caos genetico) non è &#8220;se&#8221; gli OGM sono pericolosi o meno per la salute, bensì &#8220;come&#8221; risultano e risulteranno pericolosi per la salute.</p>
<p>Per quanto concerne la &#8220;<strong>resistenza agli erbicidi</strong>&#8221; da parte delle erbe cosiddette &#8220;infestanti&#8221;, spesso fonti preziose alimentari o medicinali, come l&#8217;Amaranto, pianta sacra degli Incas, dal valore nutritivo molto superiore al Mais, che oggi coltiviamo diserbando chimicamente l&#8217;Amaranto&#8230; (da perfetti imbecilli), è noto che si tratta di un meccanismo di &#8220;selezione genetica&#8221;, in questo caso definibile come &#8220;innaturale&#8221;, in quanto operata da agenti artificiali chimici. Per cui, all&#8217;aumentare della pressione selettiva, ovvero più erbacce si cerca di uccidere con i trattamenti chimici, più velocemente si selezionano le popolazioni resistenti al determinato prodotto chimico. E, in ogni caso, l&#8217;uso dei disseccanti totali ed erbicidi è destinato puntualmente a fallire, come dimostrano le centinaia di specie divenute resistenti ai diversi principi attivi chimici.</p>
<p>Gli unici esseri viventi che non hanno speranza di diventare resistenti alle sostanze chimiche di sintesi sono, purtroppo, gli esseri umani ai vertici delle catene alimentari, i quali si nutrono da 50 anni di alimenti contaminati da <strong>Pesticidi</strong> e <strong>Diserbanti/Disseccanti</strong> (xenobiotici-biocidi), le cui conseguenze sulla salute sono sotto gli occhi di tutti e &#8220;scientificamente&#8221; dimostrate a posteriori, violando il Principio di Precauzione (ovvero la legge). Esasperate negli ultimi due decenni dall&#8217;avvento sulle nostre tavole di OGM (Dna transgenico e proteine incognite ed imprevedibili connesse che si diffondono attraverso il TGO, trasferimento genico orizzontale) ed elevati residui di disseccanti totali e tossine Bt &#8220;alterate&#8221;, che stanno compromettendo la salute Umana in modo esponenziale. La perdita di aspettativa di vita sana in Italia è di circa 8 anni negli ultimi 10 anni (fonte Eurostat) e il nostro paese ha il triste record mondiale dei tumori dell&#8217;Infanzia (OMS).</p>
<p>Gli esseri Umani non sono dotati di capacità riproduttive paragonabili alle piante, agli insetti e agli altri patogeni vegetali e le modificazioni &#8220;genetiche&#8221; ed &#8220;epigenetiche&#8221; del suo DNA, dovute a fattori xenobiotici, non selezionano &#8220;individui resistenti&#8221;, bensì portano drammaticamente alla comparsa di innumerevoli nuove patologie degenerative, tumorali, autoimmuni, allergeniche, ormonali, celiache, riproduttive, teratogene (alterazione del dna degli spermatozoi), cerebrali, ecc&#8230; un vero è proprio programma di sterminio ben architettato dalle Multinazionali, che ne hanno fatto il loro &#8220;Affare del Secolo&#8221;&#8230;<br />
La domanda scientifica da porsi è: &#8220;come riuscirà l&#8217;essere umano a fermare questi folli &#8220;Stranamore&#8221; con le armi del Diritto ed a sopravvivere a questo secolo?&#8221;<br />
Oggi l&#8217;Unione Europea ha investito 500 miliardi di € (70 solo per l&#8217;Italia) per sostenere la riconversione Ecologica dell&#8217;Agricoltura, nei prossimi 6 anni. Gli agricoltori biologici hanno diritto alla copertura dei mancati ricavi, maggiori costi, più il 20% per le spese di transazione e il 30% per le azioni collettive, attraverso i Pagamenti Agroambientali, ovvero il Biologico &#8220;deve convenire per legge&#8221; visti gli enormi benefici indiretti&#8230;</p>
<p>Bastano 4-5 miliardi di € all&#8217;anno, ben spesi, per riconvertire tutta l&#8217;Agricoltura Italiana in Biologico&#8230; e ne abbiamo a disposizione almeno 12&#8230; E potremmo ridurre drasticamente le spese per il dissesto idrogeologico (almeno 15 miliardi all&#8217;anno) e per le Malattie degenerative (almeno 100 miliardi di € all&#8217;anno !!). Gli agricoltori biologici hanno diritto a 1.500 € / annui per consulenza agroecologica, 3.000 € /annui per spese di certificazione Biologica, oltre a Programmi di Promozione e Innovazione coperti al 70-80% dei costi&#8230; ed assicurazioni agevolate per la difesa delle coltivazioni con metodi biologici, con recupero delle polizze al 65%&#8230;</p>
<p>Le risorse agroambientali sono disponibili dal 1992 e in forma obbligatoria dal 2000. E, per ottenere il rispetto dei diritti degli agricoltori, purtroppo abbiamo dovuto rivolgerci ai TAR.</p>
<p>Le regioni e il MIPAAF stanno per approvare i PSR e i PSN di Sviluppo Rurale 2014-2020.</p>
<p>Forse questa volta sarà possibile lavorare meglio in fase di concertazione&#8230; lo sperano soprattutto i nostri figli.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Giuseppe Altieri,</strong><br />
<strong>Agroecologo</strong></p>
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		<title>Case Study: Vallarsa</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Sep 2014 09:55:37 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Agricoltura sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[La delibera del Comune di Vallarsa Per tutelare la qualità dell’ecosistema e la salute della collettività dai potenziali effetti nocivi delle sostanze chimiche usate in agricoltura, il Consiglio comunale di Vallarsa ha deciso di regolamentare le coltivazioni agricole e gli allevamenti locali sulla base del principio “chi inquina paga”. La delibera del comune trentino regolamenta [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: justify;"><strong>La delibera del Comune di Vallarsa</strong></h3>
<p style="text-align: justify;"><strong>Per tutelare la qualità dell’ecosistema e la salute della collettività dai potenziali effetti nocivi delle sostanze chimiche usate in agricoltura, il Consiglio comunale di Vallarsa ha deciso di regolamentare le coltivazioni agricole e gli allevamenti locali sulla base del principio “chi inquina paga”.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La delibera del comune trentino regolamenta un modello di agricoltura sostenibile, caratterizzata da coltivazioni ed allevamenti a basso impatto ambientale. Un siffatto modello agricolo mira alla salvaguardia della salute e, contemporaneamente, ad una più efficace promozione del territorio, dei suoi prodotti agricoli e dei propri servizi ricettivi.</p>
<table width="850">
<tbody>
<tr>
<td width="600">Titolo</td>
<td width="150">Riferimento</td>
<td width="100">Data</td>
</tr>
<tr>
<td width="600"> <a href="http://www.liberidicoltivare.it/wp-content/uploads/2014/07/VALLARSA-CC-08-2014-approvazione-regolamento-attivià-produttiva-agricola.pdf" target="_blank"><strong>Verbale di deliberazione del Consiglio Comunale: attività produttive</strong></a></td>
<td width="150">Comune di Vallarsa</td>
<td width="100">06/03/2014</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><strong>Rassegna stampa sul &#8220;Progetto Vallarsa&#8221;</strong></p>
<table width="850">
<tbody>
<tr>
<td width="600"><a href="http://www.liberidicoltivare.it/wp-content/uploads/2014/07/melinda.pdf"><b>Melinda contesta il modello Vallarsa</b></a></td>
<td width="150">Corriere del Trentino</td>
<td width="100">15/07/2014</td>
</tr>
<tr>
<td width="600"><a href="http://www.liberidicoltivare.it/wp-content/uploads/2014/07/odorizzi.pdf"><b>Odorizzi: dovrebbe decidere il consumatore</b></a></td>
<td width="150">Corriere del Trentino</td>
<td width="100">15/07/2014</td>
</tr>
<tr>
<td width="600"><a href="http://www.liberidicoltivare.it/wp-content/uploads/2014/07/coldiretti.pdf"><b>La coldiretti è contro il biologico obbligatorio</b></a></td>
<td width="150">Trentino</td>
<td width="100">17/07/2014</td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<title>La risposta di Roberto Bassi alla lettera di Valentino Mercati</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Aug 2014 11:07:35 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[Pubblichiamo di seguito la risposta di Roberto Bassi, Professore di Fisiologia Vegetale e firmatario dell&#8217;appello &#8220;Non perdiamo la sfida agli OGM&#8221;, alla lettera di Valentino Mercati Caro Sig. Mercati, grazie per avermi anticipato la lettera da Lei inviata al &#8220;Sole 24 ore&#8221;.  Non so ancora se verrà pubblicata ma la considero un documento molto importate [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Pubblichiamo di seguito la risposta di <strong>Roberto Bassi</strong>, Professore di Fisiologia Vegetale e firmatario dell&#8217;appello &#8220;Non perdiamo la sfida agli OGM&#8221;, alla <a href="http://www.liberidicoltivare.it/appello/"><strong>lettera di Valentino Mercati</strong></a></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Caro Sig. Mercati,</p>
<p style="text-align: justify;">grazie per avermi anticipato la lettera da Lei inviata al &#8220;Sole 24 ore&#8221;.  Non so ancora se verrà pubblicata ma la considero un documento molto importate e la ringrazio per la sua partecipazione al dibattito cosa che permette di confrontarci e chiarire non solo le posizioni reciproche di chi è a favore o contrario alla coltivazione di OGM ma anche di chiarire alcuni dati di fatto senza di che diventa difficile parlarsi.</p>
<p style="text-align: justify;">Se mi permette comincerò da alcuni di questi dati base.</p>
<p style="text-align: justify;">Lei scrive: &#8220;<strong>Si consideri poi che molte delle affermazioni contenute nei due articoli citati a noi appaiono anche tecnicamente sbagliate</strong>&#8230;&#8230;&#8230;&#8230; <strong>Si consideri ad esempio il passaggio per cui si sostiene che le coltivazioni OGM riducono l’uso di fitofarmaci, essa è del tutto priva di fondamento, basti pensare che il 90% del mais OGM in circolazione è stato modificato proprio per essere resistente a specifici erbicidi, il cui uso prolungato determina l’insorgere di pericolosissimi fenomeni di resistenza che creano dei super infestanti e inducono un aumento progressivo dell’utilizzo di fitofarmaci.</strong>&#8220;</p>
<p style="text-align: justify;">Il meccanismo attraverso cui una pianta resistente ad un fitofarmaco  riduce l&#8217;uso di questa sostanza chimica  è molto chiaro:  prendiamo ad esempio gli erbicidi che vengono usati per controllare le infestanti.  Se usa, poniamo una pianta di mais non resistente al DIURON,  dovrà agire più volte in pre-emergenza per colpire le infestanti senza uccidere la coltura che vuole crescere.  In pre-emergenza il terreno è in gran parte spoglio solo una minima parte dell&#8217;erbicida andrà a segno mentre il resto coprirà il terreno e verrà dilavato nella falda o diffuso dal vento assieme alla polvere su cui sarà adeso.  L&#8217;efficacia sarà comunque bassa in quanto i semi infestanti potranno comunque crescere assime la sua coltura dopo che questa sarà germinata.  E&#8217; invece possibile trattare una coltura OGM in post-emergenza  con un numero (molto) minore di trattamenti quando la gran partre dei semi saranno germinati visto che la pianta resistente sarà immune. Inoltre il fitofarmaco sparso andrà sulle foglie piuttostio che sul terreno.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quindi: I trattamenti chimici  costano cari e sono dannosi all&#8217;ambiente  e le piante resistenti  RIDUCONO il loro uso in maniera molto significativa. Meno erbicida sarà sparso minore sarà la probabilità di selezionari resistenti. </strong></p>
<p>potrei continuare con molte delle cose che Lei ritiene &#8220;palesemante assurde&#8221;  ma che hanno invece una spiegazione semplice e immediata per chi abbia studiato professionalmente la biologia delle piante e degli ecosistemi.  Noi siamo a disposizione per questi chiarimenti, in particolare per chi, come Lei, rappresenta una categoria di associati e ha quindi una particolare responsabilità quando parla in pubblico.  Nessuno di noi ricercatori è titolare di una multinazionale e non abbiamo vantaggi economici a soatere una posizione piuttosto che un&#8217;altra  tranne che per avere approfondito i fatti in questione.  Siamo a Sua disposizione.</p>
<p>con i migliori saluti</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Roberto Bassi<br />
</strong><em>Professore di Fisiologia Vegetale e firmatario della lettera</em></p>
<p style="text-align: right;">
</blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>Lettera aperta di Valentino Mercati alla Prof.ssa Elena Cattaneo</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Aug 2014 10:03:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[liberidicoltivare]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lettera aperta alla Prof.ssa Elena Cattaneo, senatrice a vita e agli altri scienziati che sul Sole 24 ore del 6 Luglio (&#8220;La caccia alle streghe manda al rogo gli OGM&#8220;) e del 13 luglio (&#8220;Non perdiamo la sfida agli OGM&#8220;) si sono espressi a favore della coltivazione in Italia di Piante geneticamente modificate. Il mio appello alla scienza è rivolto in [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Lettera aperta alla <strong>Prof.ssa Elena Cattaneo</strong>, senatrice a vita e agli altri scienziati che sul Sole 24 ore del <a href="http://www.liberidicoltivare.it/wp-content/uploads/2014/07/La-caccia-alle-streghe-manda-al-rogo-gli-ogm.pdf"><strong>6 Luglio</strong></a> (&#8220;<em>La caccia alle streghe manda al rogo gli OGM</em>&#8220;) e del <a href="http://www.liberidicoltivare.it/wp-content/uploads/2014/07/Non-perdiamo-la-sfida-degli-OGM-Il-Sole24-Ore_domenica-13-luglio.pdf"><strong>13 luglio</strong></a> (&#8220;<em>Non perdiamo la sfida agli OGM</em>&#8220;) si sono espressi a favore della coltivazione in Italia di Piante geneticamente modificate.</p>
<blockquote><p>Il mio appello alla scienza <strong>è rivolto in modo specifico a chi sa o dovrebbe sapere non solo come si fa a modificare il genoma di piante o altri esseri viventi</strong>, ma anche quali effetti economici ed evolutivi a breve, medio e lungo termine ci si può attendere dall’introduzione nell’ambiente e nel mercato di prodotti OGM.</p>
<p>Sulle informazioni non veritiere apparse sui due articoli in oggetto torneremo per focalizzarne alcuni punti fondamentali, ma in primo luogo colpisce l’affermazione dalla <strong>Senatrice Cattaneo</strong> che reclama , in nome della scienza, il diritto  di sperimentare e produrre <strong>immettendo OGM</strong> <strong>nell’ambiente</strong>, poiché a suo dire, non vi sono prove di possibili effetti negativi sulla salute dell’uomo e quindi impedirne l’utilizzo significa comprimere arbitrariamente la libertà d’impresa.</p>
<p>Gli OGM diventano quindi una battaglia per la libertà.</p>
<p>E questo è proprio il nostro punto di partenza.</p>
<p>Noi coltiviamo in regime di <strong>agricoltura biologica</strong> su circa 1.000 ettari  piante medicinali che poi trasformiamo in sostanze utili per la salute dell’uomo. Già <strong>oggi non sappiamo come difenderci dalla contaminazione di materiale geneticamente modificato</strong> derivato dalla deiezioni di animali allevati con mangimi OGM e un domani, qualora venisse ammessa la libertà di coltivare OGM, non sapremmo come difenderci dal <strong>rischio di contaminazione da pollini di piante geneticamente modificate</strong>, pollini che possono spostarsi per decine di km.</p>
<p>Allora la domanda che poniamo agli scienziati è questa:</p>
<ul>
<li><strong>una volta ammesse coltivazioni OGM come potremmo difendere le nostre coltivazioni e garantire l’assenza di contaminazioni?</strong></li>
<li><strong>Chi e come dovrebbe farsi carico di questo?</strong></li>
<li><strong>Con quali mezzi si può oggi garantire scientificamente la coesistenza?</strong></li>
</ul>
<p>Già oggi queste problematiche appaiono irrisolte nel rapporto tra<strong> agricoltura biologica</strong> e <strong>agricoltura convenzionale</strong> e sono tali da  creare palesi distorsioni di mercato.</p>
<p>Si pensi che chi vuole fare agricoltura biologica si trova nella condizione di dover sostenere <strong>costi di certificazione</strong> (per certificare che NON utilizza sostanze chimiche tossiche) e <strong>costi per difendersi dall’inquinamento dalle sostanze chimiche</strong> usate nei campi vicini (si pensi all’assurdo per cui è il coltivatore BIO a dover destinare intere porzioni di terrà per difendersi dalla contaminazione da pestidici e altri fitofarmaci usati nelle coltivazioni confinanti).</p>
<p>Tutti questi oneri, che comportano un aumento dei costi dei prodotti BIO, in realtà dovrebbero ricadere sulle spalle di chi <strong>immette le sostanze tossiche</strong> e  <strong>pericolose nell’ambiente</strong>. Si tratterebbe della elementare applicazione del principio <strong>chi inquina paga</strong>, la cui disapplicazione però altera irrimmediabilmente  la concorrenza poiché questi costi sociali ed ambientali non vengono riflessi nel prezzo dei prodotti convenzionali che pertanto appaiono più competitivi di quelli biologici.</p>
<p>Tutto questo oggi è oggetto, ad esempio,  di un interessante dibattito in <strong>Trentino</strong>, dove il <strong>Comune di Vallarsa</strong> per la prima volta ha affermato questo principio in agricoltura, <strong>invertendo l’onere della prova e aprendo nuove grandi prospettive per coniugare sostenibilità ambientale, reddittività delle produzioni agricole</strong> <strong>e valorizzazione del territorio</strong> (Nella sezione &#8220;<strong>Download</strong>&#8221; potete trovare i documenti relativi).</p>
<p>D’altra parte <strong>la competitività dei prodotti ottenuti con pratiche agricole convenzionali</strong> o degli allevamenti che utilizzano alimenti OGM si basa anche su <strong>una totale mancanza di trasparenza</strong>. E ciò appare evidente dalle stesse parole della Senatrice quando reclama la necessità di coltivare OGM perché tanto già li importiamo per alimentare i nostri animali e quindi, pur senza saperlo, siamo già tutti contaminati, per cui, questa è la sua riflessione,  perché non prenderne atto e iniziare a coltivarli direttamente. Ora ancora una volta si rovescia il quadro.</p>
<p><strong>A noi pare che la prima cosa sarebbe rendere trasparenti le etichette e comunicare ai consumatori</strong> che la maggior parte della carne, del latte, dei formaggi che mangiamo sono ottenuti con alimenti OGM, sarà a questo punto il mercato ed i consumatori a scegliere tra questi cibi e quelli invece ottenuti con allevamenti biologici OGM free.</p>
<p>Per noi nei mercati internazionali <strong>è fondamentale poter certificare l’assenza di sostanze OGM</strong> ovvero di inquinanti chimici, e ciò perché<strong> sempre più consumatori nel mondo ricercano questi valori</strong>.</p>
<p><strong>Perché allora tutelare la libertà di chi immette sostanze pericolose nell’ambiente</strong> (riconosciute come tali o potenzialmente tali, siano esse sostanze OGM o sostanze chimiche inquinanti) <strong>e non la libertà di chi non vuole farlo?</strong></p>
<p>Responsabilità degli operatori nel controllo delle esternalità in agricoltura e trasparenza verso il consumatore, questi sono a nostro avviso i veri cardini di una reale battaglia per la libertà.</p>
<p>Si consideri poi che molte delle affermazioni contenute nei due articoli citati a noi appaiono anche<strong> tecnicamente sbagliate</strong> o <strong>comunque fuorvianti</strong>. Si consideri ad esempio il passaggio per cui <strong>si sostiene che le coltivazioni OGM riducono l’uso di fitofarmaci, essa è del tutto priva di fondamento</strong>, basti pensare che il 90% del mais OGM in circolazione è stato modificato proprio per essere resistente a specifici erbicidi, il cui uso prolungato determina l’insorgere di pericolosissimi fenomeni di resistenza che creano dei super infestanti e inducono un aumento progressivo dell’utilizzo di fitofarmaci.</p>
<p><strong>Altra affermazione palesemente assurda è che gli OGM favoriscono la biodiversità</strong>, quando in realtà essi nascono per realizzare enormi <strong>coltivazioni di monoculture</strong> e questa è la realtà in tutto il mondo.</p>
<p>Dire che il mais BT favorisce la biodiversità poiché riduce l’uso dei pesticidi non è corretto poiché oggi è dimostrato che queste coltivazioni (che rappresentano peraltro solo il 10% del totale del mais OGM) <strong>determinano l’insorgere di insetti resistenti</strong> e i pollini che contengono la tossina si possono depositare su piante diverse uccidendo altre specie di insetti in modo del tutto incontrollabile.</p>
<p><strong>Gli OGM pertanto non risolvono i problemi creati dall’agricoltura convenzionale, ma anzi li esasperano.</strong></p>
<p>La documentazione a supporto di quanto da noi sostenuto è già disponibile on-line sul sito <a href="http://www.liberidicoltivare.it/">www.liberidicoltivare.it</a>,  che abbiamo deciso di aprire proprio per alimentare il dibattito e dove abbiamo anche previsto un’area forum per invitare gli scienziati destinatari di questa nostra lettera e chiunque sia interessato a commentare e inserire i documenti a supporto delle tesi sostenute. Per un dibattito aperto ma basato su fatti e documenti.</p>
<p>Resta un ultimo ma fondamentale tema. <strong>Il nostro paese ha bisogno di OGM?</strong>  <strong>É’ questa la soluzione ai problemi dell’Italia?</strong></p>
<p>Sul tema appare illuminante <a href="http://www.liberidicoltivare.it/wp-content/uploads/2014/07/Martina-Sole-24ore.pdf" target="_blank"><strong>la risposta già data dal ministro Martina sul Sole 24 Ore del 14 Luglio</strong></a> e come operatori economici del settore non possiamo non tornare sul fatto  che in tutto il mondo vi è un crescente mercato per i prodotti alimentari di qualità, certificati per l’assenza di sostanze chimiche artificiali e per essere OGM Free.</p>
<p>L’Italia si gioca in questo ambito una partita fondamentale e la domanda è:</p>
<ul>
<li><strong>vogliamo competere con Stati Uniti e Argentina per produrre soia OGM a costo più basso  per alimentare bovini o vogliamo valorizzare le eccellenze del territorio italiano?</strong></li>
</ul>
<p>Se la forza del sistema produttivo italiano risiede nella specificità e tipicità dei prodotti, questa caratteristica appare chiaramente in contrasto con gli OGM che sono l’espressione dell’<strong>omologazione produttiva</strong> e dello <strong>sfruttamento economico</strong> della grande privativa industriale.</p>
<p>Vi è oggi una grande prospettiva per l’Italia: <strong>coniugare produzione alimentare di qualità con la salubrità dell’ambiente</strong> e la sostenibilità delle pratiche agricole, elementi fondamentali per la valorizzazione del territorio, lo sviluppo del turismo e il posizionamento a livello globale del <strong>brand ITALIA</strong>.</p>
<p><strong>L’introduzione degli OGM ci priverebbe di questo vantaggio competitivo non apportando alcun altro vantaggio economico.</strong></p>
<p>D’altra parte l’introduzione di sostanze OGM sarebbe sostanzialmente irreversibile e l’impatto sulla salute e sull’ambiente dovrebbe comunque essere valutato in una prospettiva temporale di medio/lungo periodo, certamente trans-generazionale. E allora l’ordinamento prevede in questi casi l’applicazione del “<strong>principio di precauzione</strong>”.</p>
<p>Anche negli anni ’60 e ’70 si ritenne di ammettere<strong> in nome della libertà e della mancanza di prove</strong> di effetti nocivi l’utilizzo di <strong>sostanze chimiche artificiali in agricoltura</strong> (pesticidi e altri fitofarmaci).</p>
<p><strong>Molte di queste sostanze sono oggi riconosciute</strong> (dopo anni di utilizzo) <strong>come tossiche</strong> e sono alla base di <strong>molte malattie</strong>, tanto da essere oggetto di un apposito regolamento  europeo (<strong>il <a title="Reach - Quadro normativo di gestione delle sostanze chimiche (REACH), Agenzia europea delle sostanze chimiche" href="http://europa.eu/legislation_summaries/internal_market/single_market_for_goods/chemical_products/l21282_it.htm" target="_blank">Reach</a></strong>) che si preoccupa, con notevoli difficoltà, di come eliminarle dall’ambiente e dai nostri stessi organismi.</p>
<p>Se pertanto vi sono rischi, anche solo potenziali, e non vi sono ragioni economiche tali da indurci ad ammettere gli OGM,<strong> perché farlo?</strong></p>
<p>Per contributi e opinioni sul tema ci auguriamo che il dibattito possa continuare sul sito web: <strong><a href="http://www.liberidicoltivare.it/">www.liberidicoltivare.it</a></strong></p></blockquote>
<p><strong>Cav. Valentino Mercati</strong><br />
<em>Presidente Aboca</em></p>
<p>RIFERIMENTI:</p>
<ul>
<li><a href="http://www.liberidicoltivare.it/wp-content/uploads/2014/07/La-caccia-alle-streghe-manda-al-rogo-gli-ogm.pdf" target="_blank"><strong>LA CACCIA ALLE STREGHE MANDA AL ROGO GLI OGM</strong></a></li>
<li><a href="http://www.liberidicoltivare.it/wp-content/uploads/2014/07/Non-perdiamo-la-sfida-degli-OGM-Il-Sole24-Ore_domenica-13-luglio.pdf" target="_blank"><strong>NON PERDIAMO LA SFIDA AGLI OGM</strong></a></li>
</ul>
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		<title>Ogm e ambiente: Documentazione</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Jul 2014 16:05:59 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[Documenti di approfondimento su OGM E AMBIENTE Piante Transgeniche, Ecosistemi e Geni della Morte. [Leggi] Gliyphosate &#8211; Scheda di Sicurezza. [Leggi] Glyphosate &#8211; Technical Fact Sheet. [Leggi] Il Mais OGM ha bisogno di Pesticidi. [Leggi] Petizione 22 Studiosi USA. [Leggi] Resistenza agli erbicidi e colture OGM &#8211; I problemi legati al Glifosato. [Leggi] Increased Frequency of Pink [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Documenti di approfondimento su OGM E AMBIENTE</p>
<ul>
<li>Piante Transgeniche, Ecosistemi e Geni della Morte. [<strong><span style="color: #ff0000;"><a style="color: #000000;" href="http://demo.lucabecattini.it/aboca/wp-content/uploads/2014/07/Genidellamorte.pdf" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">Leggi</span></a></span></strong>]</li>
<li>Gliyphosate &#8211; Scheda di Sicurezza. [<strong><span style="color: #ff0000;"><a style="color: #000000;" href="http://demo.lucabecattini.it/aboca/wp-content/uploads/2014/07/Gliyphosate-Scheda-Sicurezza.pdf" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">Leggi</span></a></span></strong>]</li>
<li>Glyphosate &#8211; Technical Fact Sheet. [<strong><span style="color: #ff0000;"><a style="color: #000000;" href="http://demo.lucabecattini.it/aboca/wp-content/uploads/2014/07/glyphotech.pdf" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">Leggi</span></a></span></strong>]</li>
<li>Il Mais OGM ha bisogno di Pesticidi. [<strong><span style="color: #ff0000;"><a style="color: #000000;" href="http://demo.lucabecattini.it/aboca/wp-content/uploads/2014/07/Il-mais-Ogm-ha-bisogno-di-pesticidi_-un-campanello-dallarme-che-rinforza-il.pdf" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">Leggi</span></a></span></strong>]</li>
<li>Petizione 22 Studiosi USA. [<strong><span style="color: #ff0000;"><a style="color: #000000;" href="http://demo.lucabecattini.it/aboca/wp-content/uploads/2014/07/Petizione-22-Studiosi-USA.pdf" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">Leggi</span></a></span></strong>]</li>
<li>Resistenza agli erbicidi e colture OGM &#8211; I problemi legati al Glifosato. [<strong><span style="color: #ff0000;"><a style="color: #000000;" href="http://demo.lucabecattini.it/aboca/wp-content/uploads/2014/07/Report_glifosato.pdf" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">Leggi</span></a></span></strong>]</li>
<li>Increased Frequency of Pink Bollworm Resistance to Bt Toxin Cry1Ac in China. [<strong><span style="color: #ff0000;"><a style="color: #000000;" href="http://demo.lucabecattini.it/aboca/wp-content/uploads/2014/07/Wan-et-al.-2012-Increased-Frequency-of-Pink-Bollworm-Resistance-to.pdf" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">Leggi</span></a></span></strong>]</li>
<li>Glyphosate tolerant crops EU. [<strong><span style="color: #ff0000;"><a style="color: #000000;" href="http://demo.lucabecattini.it/aboca/wp-content/uploads/2014/07/Glyphosate-tolerant-crops-EU.pdf"><span style="color: #ff0000;">Leggi</span></a></span></strong>]</li>
<li>Audizione del Capo del Corpo forestale dello Stato sulle questioni relative alle coltivazioni di mais geneticamente modificato e alle conseguenze su altre colture. [<strong><span style="color: #ff0000;"><a style="color: #000000;" href="http://demo.lucabecattini.it/aboca/wp-content/uploads/2014/07/audizione_del_capo_del_corpo_forestale.pdf" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">Leggi</span></a></span></strong>]</li>
</ul>
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