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	<title>Liberi di coltivare &#187; Biologico</title>
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	<description>L&#039;innovazione sostenibile in agricoltura</description>
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		<title>Biologico: i cibi bio riducono esposizione ai pesticidi, nuovo studio</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Feb 2015 12:02:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[liberidicoltivare]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>
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		<description><![CDATA[Il consumo di prodotti alimentari biologici riduce in modo significativo l&#8217;esposizione ai pesticidi. Un nuovo studio ha messo in relazione i livelli di pesticidi rilevati nell&#8217;urina alla tipologia di dieta. I risultati rafforzano l&#8217;idea che gli alimenti bio siano benefici per la salute nel ridurre il rischio di accumulo di pesticidi nell&#8217;organismo. Gli organofosfati sono [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3>Il consumo di prodotti alimentari biologici riduce in modo significativo l&#8217;esposizione ai pesticidi.</h3>
<p>Un nuovo studio ha messo in relazione i livelli di pesticidi rilevati nell&#8217;urina alla tipologia di dieta.</p>
<p>I risultati rafforzano l&#8217;idea che <strong>gli alimenti bio siano benefici per la salute nel ridurre il rischio di accumulo di pesticidi nell&#8217;organismo</strong>.</p>
<p><img class=" size-full wp-image-855 alignleft" src="http://www.liberidicoltivare.it/wp-content/uploads/2015/02/pesticidi.jpg" alt="pesticidi" width="500" height="333" />Gli <strong>organofosfati</strong> sono tra i più comuni pesticidi tossici utilizzati oggi nell&#8217;agricoltura convenzionale. L&#8217;US Environmental Protection Agency li ha classificati come altamente o moderatamente tossici. Già a bassi livelli sono sospettati di minacciare il sistema nervoso.</p>
<p>Mentre una ricerca precedente aveva dedotto questa conclusione basandosi soltanto sui bio-marker urinari, un nuovo studio ha preso in considerazione l&#8217;alimentazione delle persone coinvolte.</p>
<p>Gli esperti hanno spiegato che il grado di esposizione ai pesticidi dipende in gran parte dalle scelte personali su quali cibi assumere e sulla scelta di prodotti biologici.</p>
<p>Hanno raccolto i dati di 4466 volontari che stavano già partecipando al Multi-Ethnic Study of Atherosclerosis, una ricerca medica che coinvolge uomini e donne appartenenti a sei comunità negli Usa. I ricercatori hanno notato che la maggior esposizione ai pesticidi portava ad un più alto livello di residui di organofosfati nelle urine.</p>
<p>Nei partecipanti che preferivano i prodotti biologici e che cercavano dunque di acquistarli e consumarli almeno occasionalmente, i livelli di pesticidi nelle urine si sono rivelati decisamente più bassi.</p>
<p>Nei soggetti che sceglievano il biologico sempre o molto spesso, con particolare riferimento a frutta e verdura, i livelli di pesticidi nelle urine risultavano inferiori del 65% rispetto a chi consumava abitualmente cibo convenzionale.</p>
<p>Un <a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC1367841/pdf/ehp0114-000260.pdf" target="_blank"><strong>altro studio</strong></a> già aveva  associato in modo scientifico i livelli di pesticidi nelle urine alla tipologia di dieta seguita dai bambini, con analoghi risultati (&#8220;Organic Diets Significantly Lower Children’s Dietary Exposure to Organophosphorus Pesticides&#8221;).</p>
<p>Gli organofosfati sono i pesticidi più comunemente utilizzati sulla frutta e sulla verdura coltivata in modo convenzionale.<br />
Lo studio si limita alla rilevazione di tali sostanze, ma offre comunque conclusioni significativi sui benefici per la salute degli alimenti bio.</p>
<p>Lo studio è stato pubblicato su Environmental Health Perspectives con il titolo di &#8220;Estimating Pesticide Exposure from Dietary Intake and Organic Food Choices: The Multi-Ethnic Study of Atherosclerosis (MESA)&#8221; e si può scarica qui: <a href="http://ehp.niehs.nih.gov/1408197/">http://ehp.niehs.nih.gov/1408197/</a></p>
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		<title>Rassegna stampa</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jan 2015 17:11:33 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Agricoltura biologica]]></category>
		<category><![CDATA[Biologico]]></category>

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		<description><![CDATA[TITOLO FONTE DATA Il fatturato bio cresce ancora Terra e vita 13/06/2015 Cresce in Italia l&#8217;agricoltura bio, +13% ANSA 21/05/2015 Biologico: statisticamente migliore CCPB 06/11/2014 Melinda contesta il modello Vallarsa Corriere del Trentino 15/07/2014 La crisi non frena l&#8217;espansione del bio Terra e Vita  17/01/2014]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<table width="850">
<tbody>
<tr>
<td width="600">TITOLO</td>
<td width="150">FONTE</td>
<td width="100">DATA</td>
</tr>
<tr>
<td width="600"><a href="http://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2015/06/20150617_RS_TERRA-E-VITA-BIOLOGICO.pdf" target="_blank"><b><strong>Il fatturato bio cresce ancora</strong></b></a></td>
<td width="150">Terra e vita</td>
<td width="100">13/06/2015</td>
</tr>
<tr>
<td width="600"><a href="http://www.ansa.it/terraegusto/notizie/rubriche/orgagricole/2015/05/21/agricolturaquella-bio-cresce-in-italia-13-campi-in-2013_ae302715-2f69-4a3d-a4c5-1d8e97cd9032.html" target="_blank"><b><strong>Cresce in Italia l&#8217;agricoltura bio, +13%</strong></b></a></td>
<td width="150">ANSA</td>
<td width="100">21/05/2015</td>
</tr>
<tr>
<td width="600"><b><a href="http://www.ccpb.it/blog/2014/11/03/biologico-statisticamente-migliore/" target="_blank"><strong>Biologico: statisticamente migliore</strong></a></b></td>
<td width="150">CCPB</td>
<td width="100">06/11/2014</td>
</tr>
<tr>
<td width="600"><a href="http://www.liberidicoltivare.it/wp-content/uploads/2014/07/melinda.pdf"><b>Melinda contesta il modello Vallarsa</b></a></td>
<td width="150">Corriere del Trentino</td>
<td width="100">15/07/2014</td>
</tr>
<tr>
<td width="600"><a href="http://www.liberidicoltivare.it/wp-content/uploads/2015/01/la-crisi-non-ferma-la-crescita-del-bio.pdf" target="_blank"><strong>La crisi non frena l&#8217;espansione del bio</strong></a></td>
<td width="150">Terra e Vita</td>
<td width="100"> 17/01/2014</td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<title>Risposta del Prof. Giuseppe Altieri a Roberto Bassi</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Jan 2015 17:02:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[liberidicoltivare]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Il dibattito]]></category>
		<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
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		<category><![CDATA[Principio di Precauzione]]></category>
		<category><![CDATA[resistenza agli erbicidi]]></category>
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		<description><![CDATA[La Legge Europea si Basa sul Principio di Precauzione &#8220;Ambientale-Sanitario&#8221;, strettamente inter-connesso, che costituisce le fondamenta del trattato europeo. Così come il Diritto Greco-Romano è alla base dei principi costituzionali inviolabili dei Paesi Membri alla salute e all&#8217;ambiente salubre, &#8220;principi giuridici&#8221; non delegati ai trattati internazionali e &#8220;regolatori della libertà di iniziativa economica&#8221; (Art. 32, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La Legge Europea si Basa sul Principio di Precauzione &#8220;Ambientale-Sanitario&#8221;, strettamente inter-connesso, che costituisce le fondamenta del trattato europeo. Così come il Diritto Greco-Romano è alla base dei principi costituzionali inviolabili dei Paesi Membri alla salute e all&#8217;ambiente salubre, &#8220;principi giuridici&#8221; non delegati ai trattati internazionali e &#8220;regolatori della libertà di iniziativa economica&#8221; (Art. 32, 9, 41, Costituzione Italiana).</p>
<p>Sulla base del <strong>Principio di Precauzione</strong> è necessario dimostrare l&#8217;innocuità di una tecnica, prima di poterla immettere nel mercato. E in tal senso Giordano Bruno e Galileo, Scienziati di Natura, non potrebbero mai accettare come Scientifica la Manipolazione del DNA, che può paragonarsi all&#8217;uso della Clava contro la perfezione della Natura. Tanto che, per le conseguenze che numerosi studi scientifici indipendenti stanno evidenziando, ciò di cui si potrebbe discutere &#8220;scientificamente&#8221; (se la scienza potesse arrivare a capire le conseguenze negative sulla salute del l&#8217;induzione del caos genetico) non è &#8220;se&#8221; gli OGM sono pericolosi o meno per la salute, bensì &#8220;come&#8221; risultano e risulteranno pericolosi per la salute.</p>
<p>Per quanto concerne la &#8220;<strong>resistenza agli erbicidi</strong>&#8221; da parte delle erbe cosiddette &#8220;infestanti&#8221;, spesso fonti preziose alimentari o medicinali, come l&#8217;Amaranto, pianta sacra degli Incas, dal valore nutritivo molto superiore al Mais, che oggi coltiviamo diserbando chimicamente l&#8217;Amaranto&#8230; (da perfetti imbecilli), è noto che si tratta di un meccanismo di &#8220;selezione genetica&#8221;, in questo caso definibile come &#8220;innaturale&#8221;, in quanto operata da agenti artificiali chimici. Per cui, all&#8217;aumentare della pressione selettiva, ovvero più erbacce si cerca di uccidere con i trattamenti chimici, più velocemente si selezionano le popolazioni resistenti al determinato prodotto chimico. E, in ogni caso, l&#8217;uso dei disseccanti totali ed erbicidi è destinato puntualmente a fallire, come dimostrano le centinaia di specie divenute resistenti ai diversi principi attivi chimici.</p>
<p>Gli unici esseri viventi che non hanno speranza di diventare resistenti alle sostanze chimiche di sintesi sono, purtroppo, gli esseri umani ai vertici delle catene alimentari, i quali si nutrono da 50 anni di alimenti contaminati da <strong>Pesticidi</strong> e <strong>Diserbanti/Disseccanti</strong> (xenobiotici-biocidi), le cui conseguenze sulla salute sono sotto gli occhi di tutti e &#8220;scientificamente&#8221; dimostrate a posteriori, violando il Principio di Precauzione (ovvero la legge). Esasperate negli ultimi due decenni dall&#8217;avvento sulle nostre tavole di OGM (Dna transgenico e proteine incognite ed imprevedibili connesse che si diffondono attraverso il TGO, trasferimento genico orizzontale) ed elevati residui di disseccanti totali e tossine Bt &#8220;alterate&#8221;, che stanno compromettendo la salute Umana in modo esponenziale. La perdita di aspettativa di vita sana in Italia è di circa 8 anni negli ultimi 10 anni (fonte Eurostat) e il nostro paese ha il triste record mondiale dei tumori dell&#8217;Infanzia (OMS).</p>
<p>Gli esseri Umani non sono dotati di capacità riproduttive paragonabili alle piante, agli insetti e agli altri patogeni vegetali e le modificazioni &#8220;genetiche&#8221; ed &#8220;epigenetiche&#8221; del suo DNA, dovute a fattori xenobiotici, non selezionano &#8220;individui resistenti&#8221;, bensì portano drammaticamente alla comparsa di innumerevoli nuove patologie degenerative, tumorali, autoimmuni, allergeniche, ormonali, celiache, riproduttive, teratogene (alterazione del dna degli spermatozoi), cerebrali, ecc&#8230; un vero è proprio programma di sterminio ben architettato dalle Multinazionali, che ne hanno fatto il loro &#8220;Affare del Secolo&#8221;&#8230;<br />
La domanda scientifica da porsi è: &#8220;come riuscirà l&#8217;essere umano a fermare questi folli &#8220;Stranamore&#8221; con le armi del Diritto ed a sopravvivere a questo secolo?&#8221;<br />
Oggi l&#8217;Unione Europea ha investito 500 miliardi di € (70 solo per l&#8217;Italia) per sostenere la riconversione Ecologica dell&#8217;Agricoltura, nei prossimi 6 anni. Gli agricoltori biologici hanno diritto alla copertura dei mancati ricavi, maggiori costi, più il 20% per le spese di transazione e il 30% per le azioni collettive, attraverso i Pagamenti Agroambientali, ovvero il Biologico &#8220;deve convenire per legge&#8221; visti gli enormi benefici indiretti&#8230;</p>
<p>Bastano 4-5 miliardi di € all&#8217;anno, ben spesi, per riconvertire tutta l&#8217;Agricoltura Italiana in Biologico&#8230; e ne abbiamo a disposizione almeno 12&#8230; E potremmo ridurre drasticamente le spese per il dissesto idrogeologico (almeno 15 miliardi all&#8217;anno) e per le Malattie degenerative (almeno 100 miliardi di € all&#8217;anno !!). Gli agricoltori biologici hanno diritto a 1.500 € / annui per consulenza agroecologica, 3.000 € /annui per spese di certificazione Biologica, oltre a Programmi di Promozione e Innovazione coperti al 70-80% dei costi&#8230; ed assicurazioni agevolate per la difesa delle coltivazioni con metodi biologici, con recupero delle polizze al 65%&#8230;</p>
<p>Le risorse agroambientali sono disponibili dal 1992 e in forma obbligatoria dal 2000. E, per ottenere il rispetto dei diritti degli agricoltori, purtroppo abbiamo dovuto rivolgerci ai TAR.</p>
<p>Le regioni e il MIPAAF stanno per approvare i PSR e i PSN di Sviluppo Rurale 2014-2020.</p>
<p>Forse questa volta sarà possibile lavorare meglio in fase di concertazione&#8230; lo sperano soprattutto i nostri figli.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Giuseppe Altieri,</strong><br />
<strong>Agroecologo</strong></p>
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		<title>Precisazioni su delibera Comune di Vallarsa su agricoltura sostenibile</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Jul 2014 07:43:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il dibattito suscitato dalla delibera del comune di Vallarsa sull’agricoltura sostenibile è indice dell’interesse per il tema, ma richiede opportune precisazioni. In primo luogo  la delibera  non intende promuovere il biologico (come afferma la maggior parte degli intervenuti )  bensì l’agricoltura sostenibile. Il biologico, a certe condizioni, rappresenta un metodo per avere sostenibilità, ma non [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il dibattito suscitato dalla delibera del <strong>comune di Vallarsa</strong> sull’agricoltura sostenibile è indice dell’interesse per il tema, ma richiede opportune precisazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">In primo luogo  la delibera  non intende promuovere il biologico (come afferma la maggior parte degli intervenuti )  bensì l’agricoltura sostenibile. Il biologico, a certe condizioni, rappresenta un metodo per avere sostenibilità, ma non è l’unico. Anche a voler considerare i soli aspetti ambientali, infatti, è possibile pensare a coltivazioni non biologiche, ma ad impatto ridotto.  In altri termini il problema non è l’uso di fitofarmaci o di concimi,  ma come e quanto questi vengono usati. Infatti è noto che tra i prodotti ammessi dalla legge ve ne sono alcuni più dannosi di altri. Analogamente è noto che su alcuni prodotti ammessi vi sono fondati sospetti che siano nocivi alla salute e che il potenziale danno provocherà patologie quando la possibilità di porvi rimedio diventerà praticamente impossibile. Basta pensare in proposito al caso dell’amianto (i cui effetti letali si sono manifestati trent’anni dopo l’uso),  al DDT ed ai diserbanti contenenti diossina.  Partendo da queste constatazioni la delibera del comune di Vallarsa dice  che chi coltiva in maniera tale da avere basso impatto non deve fare niente. Chi, invece, coltiva utilizzando tecniche consentite dalla normativa, ma a rischio di danni futuri,  deve sottoscrivere un’assicurazione o una fideiussione a favore del comune al fine di garantire almeno un indennizzo. Chi si rifiuta di collaborare o provoca danni immediati viene multato. La stima dell’impatto e dei danni provocati – che dal punto di vista economico sono definiti esternalità negative – può essere fatta con tecniche ormai diffuse da tempo.</p>
<p style="text-align: justify;">In secondo luogo la delibera si inserisce in un percorso verso la sostenibilità iniziato in provincia di Trento circa venti anni fa’, quando era assessore all’agricoltura il dott. Gianni Bazzanella, e furono introdotti i protocolli d’intesa tutt’ora applicati. I conoscitori del settore agricolo possono facilmente concordare che se, nel definire il contenuto dei protocolli  si tenesse conto delle esternalità negative e dei danni potenziali futuri, la delibera di Vallarsa potrebbe diventare un’opportunità per tutto il territorio provinciale.</p>
<p style="text-align: justify;">Chiarito quanto sopra è anche evidente che il solo richiamo al mercato non è convincente. Questo perché il consumatore sceglie tra prodotti e non (o solo in minima parte) tra metodi di coltivazione, può scegliere tra mele biologiche ed altre mele, o tra mele rosse e mele gialle. Tale scelta non tiene quasi mai conto delle esternalità negative sui luoghi di produzione. Il diritto di respirare aria salubre, vivere sopra un suolo contenente una quantità ridotta di veleni, dovrebbe, per contro, essere assicurato, attraverso scelte collettive e/o pubbliche,  a chi quell’aria respira e sopra quel terreno vive. Nessuna attività può essere svolta senza modificare l’ambiente, ma in un’economia basata sul mercato il metodo più efficiente per contenere l’inquinamento entro limiti accettabili, è far pagare i danni a chi li provoca. In questa logica credo sia possibile dimostrare che si può coltivare in maniera sostenibile rafforzando la competitività e senza trasferire l’inquinamento da altre zone da cui si importano i prodotti.</p>
<p style="text-align: justify;">Nello specifico la delibera del comune di Vallarsa può essere ulteriormente affinata anche in conseguenza delle risorse ridotte che il comune ha potuto dedicare all’analisi del problema. Al tempo stesso mi chiedo però, perché in tutti questi anni in Trentino, una terra in cui si proclama una grande attenzione per l’ambiente, (anche per i riflessi in campo turistico)  non si siano avute né significative  innovazioni – organizzative o di altro tipo &#8211; né ricerche che abbiano portato a soluzioni operative atte ad aumentare la compatibilità tra attività agricola ed ambiente.</p>
<p style="text-align: justify;">Infine vorrei invitare ad un momento di riflessioni tutti gli addetti al settore agricolo. Individuare soluzione atte a favorire coltivazioni ed allevamenti a basso impatto ambientale può servire per avere il sostegno dell’opinione pubblica,  vendere meglio i prodotti, consentire attività agrituristiche ed intensificare la collaborazione con gli altri settori produttivi. Tali soluzioni servono, però, in primo luogo a salvaguardare la salute di chi la terra lavora. Per arrivare a questo risultato non ci sono scorciatoie, è necessario convincersi che non è più il tempo di chiedere a politici, ricercatori, dirigenti sindacali solo contributi, prezzi più alti o minori costi di produzione. E’ tempo di chiedere indicazioni per poter coltivare salvaguardando la propria salute e quella di chi fra le generazioni future vorrà continuare a coltivare la terra o a vivere nelle nostre valli.</p>
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		<title>Odorizzi: dovrebbe decidere il consumatore</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Jul 2014 08:03:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il presidente di Melinda &#8220;Assurdo imporre un sistema. Solo il 3% degli utenti mangia mele bio&#8221;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il presidente di Melinda &#8220;Assurdo imporre un sistema. Solo il 3% degli utenti mangia mele bio&#8221;</p>
<p><iframe src="//www.slideshare.net/slideshow/embed_code/37232366" width="500" height="600" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
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		<title>Chi inquina pagherà. Svolta storica in agricoltura</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Jul 2014 07:24:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nel comune del Trentino, da sempre attento alla tutela ambientale, arriva l’inversione dell’onere della prova per chi coltiva con sostanze nocive per la salute e l’ambiente. Per garantire la qualità dell’ecosistema e la salute della collettività dai potenziali effetti nocivi delle sostanze chimiche usate in agricoltura, il Consiglio comunale di Vallarsa ha deciso di regolamentare [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Nel comune del Trentino, da sempre attento alla tutela ambientale, arriva l’inversione dell’onere della prova per chi coltiva con sostanze nocive per la salute e l’ambiente.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Per garantire la qualità dell’ecosistema e la salute della collettività dai potenziali effetti nocivi delle sostanze chimiche usate in agricoltura, il Consiglio comunale di Vallarsa ha deciso di regolamentare le coltivazioni agricole </strong><strong>e gli allevamenti locali sulla base del principio “chi inquina paga”. In Italia il settore agricoltura e allevamento è al primo posto per costi esterni assoluti associati all’ambiente e alla sanità con 10,7 miliardi di euro (2012); le emissioni non da combustione (reflui zootecnici e fertilizzanti azotati) sono gli inquinanti più nocivi, con circa 4,1 miliardi di euro imputabili agli effetti sanitari.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Vallarsa (TN) 30 Giugno 2014 – è in questo comune del Trentino, compreso nell’area Natura 2000 e situato tra Rovereto (TN) e Schio (VI) che per la prima volta in Italia viene invertito lo schema logico tradizionale alla base della nostra agricoltura. Coltivazioni e allevamenti non biologici saranno ammessi soltanto se certificati e condotti con modalità rispettose della salvaguardia della qualità della vita e dell’ambiente.</p>
<p style="text-align: justify;">Per la prima volta quindi, il paradosso per cui normalmente è chi pratica agricoltura biologica a certificare il suo “non utilizzo” di sostanze tossiche e prevedere a proprie spese delle fasce di rispetto per proteggere i suoi terreni da eventuali contaminazioni, viene sovvertito imponendo, per ragioni di salute pubblica, l’onere della certificazione anche sull’agricoltore non biologico. Questi dovrà quindi certificare le sostanze che utilizza, in quali quantità e con quali modalità, garantendone l’assenza di diffusione al di fuori dei propri terreni. In mancanza di una certificazione, l’agricoltore dovrà sottoscrivere una fideiussione o un’assicurazione per il rischio di eventuali danni a terzi  che potrebbero derivare dall’immissione nell’ambiente di sostanze tossiche che lui stesso utilizza.</p>
<p style="text-align: justify;">Quella di Vallarsa è una vera svolta storica poiché per la prima volta, nell’agricoltura italiana, si affronta con misure concrete il problema delle esternalità negative sanitarie e ambientali che nel nostro Paese ammontano a circa 48 miliardi di euro<em>. </em>Sulla base del principio “chi inquina paga” si introduce infatti un importante elemento di parità economica all’interno delle produzioni agricole. L’onere della certificazione/assicurazione a carico degli agricoltori non biologici riequilibra infatti il regime di concorrenza attraverso la quantificazione dei costi esterni generati dai processi produttivi e pone le basi per una comunicazione più trasparente al consumatore che costituirà il passo successivo della regolamentazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta di un importante avanzamento nello sviluppo di politiche mirate alle attività agricole sostenibili e capaci di coniugare tutela ambientale, crescita economica qualitativa e salute della comunità. La delibera si basa sull’applicazione dei principi della precauzione, dell&#8217;azione preventiva, della correzione dei danni causati all&#8217;ambiente, nonché sul principio «chi inquina paga» che, ai sensi dell&#8217;articolo 174, comma 2, del Trattato delle unioni europee, regolano la politica della comunità in materia ambientale. Geremia Gios, sindaco di Vallarsa e preside della Facoltà di Economia di Trento, nonché promotore della iniziativa così commenta:  <em>“per garantire lo sviluppo economico insieme alla difesa del nostro territorio e della salute delle persone, non basta incentivare la green economy ma occorrono piuttosto nuove regole che eliminino le palesi distorsioni di mercato e i costi sociali insostenibili. Questo è possibile semplicemente applicando i principi chiave del nostro ordinamento e i comuni possono fare moltissimo in questo ambito”</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Di questi temi <strong>si parlerà Domenica 6 Luglio alle ore 17:00</strong> all’incontro <strong>“Chi Inquina Paghi – Quanto ci costa avvelenare la terra”</strong> che si terrà al Teatro Sociale di Trento, all’interno della manifestazione “A Seminar la Buona Pianta”. Partecipano Luca Mercalli, Telmo Pievani, Geremia Gios e Massimo Mercati. Modera Giovanna Zucconi. <a href="http://www.labuonapianta.it/">www.labuonapianta.it</a></p>
<p><em>Fonte dati Green Report – ECBA project Environmental Cost Benefit Index</em></p>
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