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	<title>Liberi di coltivare &#187; Agricoltura</title>
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	<description>L&#039;innovazione sostenibile in agricoltura</description>
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		<title>Biologico: i cibi bio riducono esposizione ai pesticidi, nuovo studio</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Feb 2015 12:02:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[liberidicoltivare]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Agricoltura biologica]]></category>
		<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Il consumo di prodotti alimentari biologici riduce in modo significativo l&#8217;esposizione ai pesticidi. Un nuovo studio ha messo in relazione i livelli di pesticidi rilevati nell&#8217;urina alla tipologia di dieta. I risultati rafforzano l&#8217;idea che gli alimenti bio siano benefici per la salute nel ridurre il rischio di accumulo di pesticidi nell&#8217;organismo. Gli organofosfati sono [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3>Il consumo di prodotti alimentari biologici riduce in modo significativo l&#8217;esposizione ai pesticidi.</h3>
<p>Un nuovo studio ha messo in relazione i livelli di pesticidi rilevati nell&#8217;urina alla tipologia di dieta.</p>
<p>I risultati rafforzano l&#8217;idea che <strong>gli alimenti bio siano benefici per la salute nel ridurre il rischio di accumulo di pesticidi nell&#8217;organismo</strong>.</p>
<p><img class=" size-full wp-image-855 alignleft" src="http://www.liberidicoltivare.it/wp-content/uploads/2015/02/pesticidi.jpg" alt="pesticidi" width="500" height="333" />Gli <strong>organofosfati</strong> sono tra i più comuni pesticidi tossici utilizzati oggi nell&#8217;agricoltura convenzionale. L&#8217;US Environmental Protection Agency li ha classificati come altamente o moderatamente tossici. Già a bassi livelli sono sospettati di minacciare il sistema nervoso.</p>
<p>Mentre una ricerca precedente aveva dedotto questa conclusione basandosi soltanto sui bio-marker urinari, un nuovo studio ha preso in considerazione l&#8217;alimentazione delle persone coinvolte.</p>
<p>Gli esperti hanno spiegato che il grado di esposizione ai pesticidi dipende in gran parte dalle scelte personali su quali cibi assumere e sulla scelta di prodotti biologici.</p>
<p>Hanno raccolto i dati di 4466 volontari che stavano già partecipando al Multi-Ethnic Study of Atherosclerosis, una ricerca medica che coinvolge uomini e donne appartenenti a sei comunità negli Usa. I ricercatori hanno notato che la maggior esposizione ai pesticidi portava ad un più alto livello di residui di organofosfati nelle urine.</p>
<p>Nei partecipanti che preferivano i prodotti biologici e che cercavano dunque di acquistarli e consumarli almeno occasionalmente, i livelli di pesticidi nelle urine si sono rivelati decisamente più bassi.</p>
<p>Nei soggetti che sceglievano il biologico sempre o molto spesso, con particolare riferimento a frutta e verdura, i livelli di pesticidi nelle urine risultavano inferiori del 65% rispetto a chi consumava abitualmente cibo convenzionale.</p>
<p>Un <a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC1367841/pdf/ehp0114-000260.pdf" target="_blank"><strong>altro studio</strong></a> già aveva  associato in modo scientifico i livelli di pesticidi nelle urine alla tipologia di dieta seguita dai bambini, con analoghi risultati (&#8220;Organic Diets Significantly Lower Children’s Dietary Exposure to Organophosphorus Pesticides&#8221;).</p>
<p>Gli organofosfati sono i pesticidi più comunemente utilizzati sulla frutta e sulla verdura coltivata in modo convenzionale.<br />
Lo studio si limita alla rilevazione di tali sostanze, ma offre comunque conclusioni significativi sui benefici per la salute degli alimenti bio.</p>
<p>Lo studio è stato pubblicato su Environmental Health Perspectives con il titolo di &#8220;Estimating Pesticide Exposure from Dietary Intake and Organic Food Choices: The Multi-Ethnic Study of Atherosclerosis (MESA)&#8221; e si può scarica qui: <a href="http://ehp.niehs.nih.gov/1408197/">http://ehp.niehs.nih.gov/1408197/</a></p>
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		<title>Approfondimenti scientifici</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Feb 2015 09:10:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[liberidicoltivare]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Agricoltura sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>

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		<description><![CDATA[Articoli di approfondimento scientifico sull&#8217;agricoltura biologica TITOLO Reduction in urinary organophosphate pesticide metabolites in adults after a week-long organic diet Contribution of Organically Grown Crops to Human Health Una dieta biologica riduce allergie asma ed eczema nei bambini]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2>Articoli di approfondimento scientifico sull&#8217;agricoltura biologica</h2>
<table width="850">
<tbody>
<tr>
<td width="600"><strong>TITOLO</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="600"><a href="http://www.liberidicoltivare.it/wp-content/uploads/2015/02/Reduction-in-urinary-organophosphate-pesticide-metabolites-in-adults-after-a-week.pdf" target="_blank"><strong>Reduction in urinary organophosphate pesticide metabolites in adults after a week-long organic diet</strong></a></td>
</tr>
<tr>
<td width="600"><a href="http://www.liberidicoltivare.it/wp-content/uploads/2015/02/Contribution-of-Organically-Grown-Crops-to-Human-Health.pdf" target="_blank"><strong>Contribution of Organically Grown Crops to Human Health</strong></a></td>
</tr>
<tr>
<td width="600"><a href="http://www.assobio.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=40:una-dieta-biologica-riduce-allergie-asma-ed-eczema-nei-bambini&amp;catid=16:dal-mondo&amp;Itemid=128" target="_blank"><strong>Una dieta biologica riduce allergie asma ed eczema nei bambini</strong></a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<title>L&#8217;agricoltura biologica</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jan 2015 17:11:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[liberidicoltivare]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Agricoltura biologica]]></category>
		<category><![CDATA[Agricoltura sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Aziende agricole]]></category>
		<category><![CDATA[Biodiversità]]></category>
		<category><![CDATA[Certificazione biologica]]></category>
		<category><![CDATA[Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali]]></category>
		<category><![CDATA[Produttori biologici]]></category>
		<category><![CDATA[Reg. CE 834/2007]]></category>
		<category><![CDATA[Regolamento CE n. 834 del 2007]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>

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		<description><![CDATA[L’agricoltura biologica è uno dei metodi di produzione in grado di assicurare una spiccata sostenibilità ambientale, dando risposta, al contempo, alle richieste del consumatore. L’agricoltura biologica garantisce, infatti, qualità certe che riguardano il minore impatto ambientale, la salubrità, l’assenza di OGM e la garanzia di un sistema di controllo e certificazione. Cosa è l’agricoltura biologica [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>L’<strong>agricoltura biologica</strong> è uno dei metodi di produzione in grado di <strong>assicurare una spiccata sostenibilità ambientale</strong>, dando risposta, al contempo, alle richieste del consumatore.</p>
<p>L’<strong>agricoltura biologica</strong> garantisce, infatti, <strong>qualità certe che riguardano il minore impatto ambientale</strong>, la salubrità, l’assenza di OGM e la garanzia di un sistema di controllo e certificazione.</p>
<h3><strong><img class="alignright wp-image-768 size-medium" src="http://www.liberidicoltivare.it/wp-content/uploads/2015/01/agricoltura-biologica-logo-europeo-300x200.jpg" alt="agricoltura-biologica-logo-europeo" width="300" height="200" />Cosa è l’agricoltura biologica</strong></h3>
<p>Come definito nel <strong>Regolamento CE n. 834 del 2007</strong>, la produzione biologica è un sistema globale di gestione dell’azienda agricola e di produzione agroalimentare basato sull’interazione tra le migliori pratiche ambientali, un alto livello di biodiversità, la salvaguardia delle risorse naturali, l’applicazione di criteri rigorosi in materia di benessere degli animali e una produzione confacente alle preferenze di taluni consumatori per prodotti ottenuti con sostanze e procedimenti naturali.</p>
<p>Il metodo di produzione biologico esplica pertanto una duplice funzione sociale, provvedendo da un lato a un mercato specifico che risponde alla domanda di prodotti biologici dei consumatori e, dall’altro, fornendo beni pubblici che contribuiscono alla tutela dell’ambiente, al benessere degli animali e allo sviluppo rurale.</p>
<p>Chi vuole ottenere la certificazione biologica deve rispettare il <strong>Reg. CE 834/2007</strong>, che definisce il sistema di produzione, trasformazione, etichettatura, controllo e certificazione nell’Unione Europea. I produttori biologici sono sottoposti a verifiche e controlli da parte di enti certificatori (accreditati presso il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali).</p>
<p>La difesa delle colture viene attuata in via preventiva, selezionando specie resistenti alle malattie e intervenendo con tecniche di coltivazione appropriate, come, ad esempio, la rotazione delle colture. In caso di necessità, per la difesa delle colture si interviene con sostanze naturali vegetali, animali o minerali. In agricoltura biologica si ricorre a fertilizzanti naturali come il letame maturo e ad altre sostanze organiche compostate o sovesci (incorporazioni nel terreno di piante appositamente seminate) come trifoglio o senape.</p>
<p>Per quanto riguarda i sistemi di allevamento, gli animali sono alimentati secondo i loro fabbisogni con prodotti vegetali ottenuti da produzione biologica. In nessun caso è consentita la somministrazione di organismi geneticamente modificati, stimolatori di crescita o stimolatori dell&#8217;appetito sintetici; conservanti e coloranti; alimenti sottoposti a trattamenti con solventi o addizionati di agenti chimici in genere.</p>
<p>Il benessere animale è un requisito fondamentale: nelle aziende che allevano secondo il metodo biologico devono esserci ampi spazi perché gli animali possano muoversi e pascolare liberamente. L&#8217;allevamento degli animali con metodo biologico è strettamente legato alla terra: il numero dei capi allevabili è in stretta relazione con la superficie disponibile.</p>
<p>Consumare un prodotto biologico significa, dunque, avere la garanzia che esso sia stato ottenuto attraverso un metodo di coltivazione e/o di allevamento rispettoso degli equilibri ecologici naturali senza ricorrere a sostanze chimiche di sintesi (concimi, diserbanti, anticrittogamici, insetticidi, etc.) né a OGM.</p>
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		<title>Verso un&#8217;agricoltura sostenibile</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jan 2015 16:12:40 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Agricoltura sostenibile]]></category>
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		<description><![CDATA[Il modello agro-industriale (frutto dalla cosiddetta “rivoluzione verde”  che imperversò tra gli anni quaranta e settanta del secolo scorso) ha, oggi, palesato i suoi limiti, avendo determinato esternalità negative fortemente impattanti sull’ambiente. Alcune pratiche agricole possono, infatti, esercitare una eccessiva pressione sull&#8217;ambiente e provocare degrado dei terreni, carenza e inquinamento delle acque, perdita di habitat [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il modello <em>agro-industriale</em> (frutto dalla cosiddetta <em>“rivoluzione verde”</em>  che imperversò tra gli anni quaranta e settanta del secolo scorso) ha, oggi, palesato i suoi limiti, avendo determinato esternalità negative fortemente impattanti sull’ambiente. Alcune pratiche agricole possono, infatti, esercitare una eccessiva pressione sull&#8217;ambiente e provocare degrado dei terreni, carenza e inquinamento delle acque, perdita di habitat naturali e di biodiversità.</p>
<p>Le pubblicazioni scientifiche (frutto di studi tossicologici ed epidemiologici) riportate nelle sezioni del sito, dimostrano la tossicità di alcune sostanze impiegate in agricoltura. Tali sostanze si sono rivelate nel tempo più pericolose di quanto fosse stato inizialmente supposto, sia per quanto riguarda gli equilibri eco-sistemici  sia per la salute umana.</p>
<p>Per questi motivi è necessario promuovere metodologie e tecniche alternative, che pur risultando valide ai fini produttivi, siano in grado di assicurare un più elevato grado di tutela della salute umana e dell’ecosistema.</p>
<p><strong>È necessario che l’agricoltura fondi i propri schemi produttivi sul rispetto di un nuovo equilibrio tra economia, ambiente e salute.</strong></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-871" src="http://www.liberidicoltivare.it/wp-content/uploads/2015/01/la-terra-che-nutre.png" alt="la terra che nutre" width="415" height="275" /></p>
<p><strong><em>Perché perseguire la sostenibilità?</em></strong></p>
<p>Il libro <em>“La Terra che Nutre</em>”, edito da Giunti e pubblicato in occasione del 25° anniversario di CCPB, è una raccolta, sotto forma di intervista, di pareri e riflessioni di persone che operano con ruoli di rilievo negli ambiti più diversi e sono interessati al rapporto fra biologico e sostenibilità.</p>
<p>Abbiamo selezionato alcuni estratti del libro che rispondono alla domanda <strong><em>“Perché perseguire la sostenibilità?”</em></strong> come punto di partenza per una riflessione che può interessare sia i consumatori sia coloro che operano nel biologico e si propongono come protagonisti di un nuovo e ancor più significativo sviluppo di questo settore.</p>
<p><strong>Andrea Segrè</strong> – Preside della facoltà di Agraria dell’Università di Bologna, Presidente di <em>Last Minute Market.</em></p>
<p><em>“Dobbiamo arrivare a una società che fonda la sua economia sull’ecologia. Cos’è l’economia? Seguendo la sua etimologia Oikonomia è lo studio, la gestione, la norma della nostra casa. Cos’è invece l’ecologia? Anche in questo caso, prendendo alla lettera l’etimologia, Oikologia è lo studio, la gestione, la norma della nostra casa grande, cioè del nostro ambiente naturale. Non è strano che anche per gli economisti più avanzati come Latouche, che si definiscono “economisti ecologici”, l’ecologia sia un aggettivo dell’economia? Com’è possibile che la casa piccola (economia) possa contenere la casa grande (ecologia)? […] Secondo la mia visione la soluzione esiste già. Basta invertire la rotta e pensare che sia l’ecologia a inglobare l’economia e non il contrario, come avviene attualmente.” </em></p>
<p><strong>Oscar Farinetti</strong> – Fondatore di Eataly</p>
<p><em>“Solo un sistema sostenibile ha futuro. Se si rompe l’equilibrio complessivo in qualunque punto, si crea una crisi, la cui soluzione produce costi sia in termini di risorse finanziarie sia in termini di risorse umane. Penso ai contadini e ai lavoratori insoddisfatti perché sottoremunerati o costretti a vivere in modo indecoroso, penso alla distruzione delle risorse energetiche non rinnovabili, penso al diffondersi di malattie sconosciute, alla sovrabbondanza di rifiuti, all’infelicità che permea la maggior parte delle comunità del pianeta…”</em></p>
<p><strong>Fabrizio Piva </strong>– Agronomo e Amministratore delegato di CCPB srl</p>
<p><strong><em>“</em></strong><em>La sostenibilità prevarica qualsiasi concetto di economicità. Perseguirla va oltre qualsiasi motivazione o legittimazione produttiva. Agire in sua funzione sul piano economico significa creare le condizioni per cui sul mercato vengano offerti prodotti equi e puliti, sempre nell’ottica di garantire al cittadino un risultato finale rispettoso delle risorse, dei metodi, dei mezzi con cui li otteniamo. Non ultimo, delle persone e del pianeta. Penso inoltre che la sostenibilità abbia molto da spartire con la bellezza. Il perché sta tutto nell’immagine stessa dell’equilibrio. Il rispetto degli equilibri dei cicli biologici porta a produzioni agroalimentari alleate delle risorse naturali.”</em></p>
<p><strong>Angelo Consoli </strong>– Direttore del CODECO e presidente del CETRI-TIRES (Centro Europeo per la Terza Rivoluzione Industriale)</p>
<p><strong><em>“</em></strong><em>É necessario fare ricorso a un nuovo umanesimo. Dobbiamo iniziare ad agire e pensare come la natura, in modo olistico: perseguire la sostenibilità significa per l’uomo capire e riconoscere la propria indipendenza nei confronti della natura, imparando a interagire con essa senza prevaricarla. Ma per poter conseguire questa nuova forma di rapporti con la natura è necessario ripensare l’intera sfera dell’agire umano, a partire da un assunto fondamentale: l’allontanamento dall’individuo spinto dalla logica del profitto, richiesto e perseguito a ogni costo.”</em></p>
<p><strong>Paolo De Castro</strong> &#8211; Prof. In Economia e Politica Agraria presso l’Università di Bologna, due volte Ministro delle Politiche Agricole, Presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo</p>
<p><em>“La sostenibilità, da tempo, non è più un tema da salotto; non è più un’opzione, ma un obbligo in tutti i i settori economici. Per quanto concerne l’agricoltura, c’è ormai una consolidata attenzione all’uso e al consumo del suolo e dell’acqua, delle risorse naturali che non sono infinite. […] E allora dobbiamo preservare le risorse naturali presenti sul pianeta per le generazioni future.”</em></p>
<p><em>Gli estratti riportati sono stati gentilmente concessi dal CCPB; ulteriori informazioni sul libro sono disponibili sul sito del CCPB al link </em><a href="http://www.ccpb.it/blog/2013/05/30/la-terra-che-nutre/"><em>http://www.ccpb.it/blog/2013/05/30/la-terra-che-nutre/</em></a></p>
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		<title>Case Study: Sestino e Badia Tedalda</title>
		<link>http://www.liberidicoltivare.it/agricoltura-sostenibile/case-study-sestino-e-badia-tedalda/</link>
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		<pubDate>Mon, 12 Jan 2015 17:18:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[liberidicoltivare]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
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		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Badia Tedalda]]></category>
		<category><![CDATA[Sestino]]></category>
		<category><![CDATA[Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[Umbria]]></category>

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		<description><![CDATA[La delibera dei Comuni di Sestino e Badia Tedalda Titolo Riferimento Data  Delibere e regolamenti consiglio congiunto Comune di Sestino 06/03/2014 Rassegna stampa sui Comuni di Sestino e Badia Tedalda Sestino e Badia Tedalda uniti per l’agricoltura biologica Saturno Notizie I comuni di Badia Tedalda e Sestino (AR) seguono l’esempio di Vallarsa CCPB &#160;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3><strong>La delibera dei Comuni di Sestino e Badia Tedalda</strong></h3>
<table width="850">
<tbody>
<tr>
<td width="600">Titolo</td>
<td width="150">Riferimento</td>
<td width="100">Data</td>
</tr>
<tr>
<td width="600"><a href="http://www.liberidicoltivare.it/wp-content/uploads/2014/09/delibere-e-regolamenti-consiglio-congiunto.pdf" target="_blank"><strong> Delibere e regolamenti consiglio congiunto</strong></a></td>
<td width="150">Comune di Sestino</td>
<td width="100">06/03/2014</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><strong>Rassegna stampa sui Comuni di Sestino e Badia Tedalda</strong></p>
<table width="850">
<tbody>
<tr>
<td width="600"><a href="http://www.saturnonotizie.it/news/leggi/78217/Sestino-e-Badia-Tedalda-uniti-per-lagricoltura-biologica.html" target="_blank"><strong>Sestino e Badia Tedalda uniti per l’agricoltura biologica</strong></a></td>
<td width="150">Saturno Notizie</td>
<td width="100"></td>
</tr>
<tr>
<td width="600"><a href="http://www.ccpb.it/blog/2014/12/02/sestino-e-badia-tedalda-promuovono-lagricoltura-biologica/"><strong>I comuni di Badia Tedalda e Sestino (AR) seguono l’esempio di Vallarsa</strong></a></td>
<td width="150">CCPB</td>
<td width="100"></td>
</tr>
<tr>
<td width="600"></td>
<td width="150"></td>
<td width="100"></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Risposta del Prof. Giuseppe Altieri a Roberto Bassi</title>
		<link>http://www.liberidicoltivare.it/il-dibattito/risposta-del-prof-giuseppe-altieri-a-roberto-bassi/</link>
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		<pubDate>Mon, 12 Jan 2015 17:02:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[liberidicoltivare]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Il dibattito]]></category>
		<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Biologico]]></category>
		<category><![CDATA[Diserbanti]]></category>
		<category><![CDATA[Mais]]></category>
		<category><![CDATA[OGM]]></category>
		<category><![CDATA[Pesticidi]]></category>
		<category><![CDATA[Principio di Precauzione]]></category>
		<category><![CDATA[resistenza agli erbicidi]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Bassi]]></category>

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		<description><![CDATA[La Legge Europea si Basa sul Principio di Precauzione &#8220;Ambientale-Sanitario&#8221;, strettamente inter-connesso, che costituisce le fondamenta del trattato europeo. Così come il Diritto Greco-Romano è alla base dei principi costituzionali inviolabili dei Paesi Membri alla salute e all&#8217;ambiente salubre, &#8220;principi giuridici&#8221; non delegati ai trattati internazionali e &#8220;regolatori della libertà di iniziativa economica&#8221; (Art. 32, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La Legge Europea si Basa sul Principio di Precauzione &#8220;Ambientale-Sanitario&#8221;, strettamente inter-connesso, che costituisce le fondamenta del trattato europeo. Così come il Diritto Greco-Romano è alla base dei principi costituzionali inviolabili dei Paesi Membri alla salute e all&#8217;ambiente salubre, &#8220;principi giuridici&#8221; non delegati ai trattati internazionali e &#8220;regolatori della libertà di iniziativa economica&#8221; (Art. 32, 9, 41, Costituzione Italiana).</p>
<p>Sulla base del <strong>Principio di Precauzione</strong> è necessario dimostrare l&#8217;innocuità di una tecnica, prima di poterla immettere nel mercato. E in tal senso Giordano Bruno e Galileo, Scienziati di Natura, non potrebbero mai accettare come Scientifica la Manipolazione del DNA, che può paragonarsi all&#8217;uso della Clava contro la perfezione della Natura. Tanto che, per le conseguenze che numerosi studi scientifici indipendenti stanno evidenziando, ciò di cui si potrebbe discutere &#8220;scientificamente&#8221; (se la scienza potesse arrivare a capire le conseguenze negative sulla salute del l&#8217;induzione del caos genetico) non è &#8220;se&#8221; gli OGM sono pericolosi o meno per la salute, bensì &#8220;come&#8221; risultano e risulteranno pericolosi per la salute.</p>
<p>Per quanto concerne la &#8220;<strong>resistenza agli erbicidi</strong>&#8221; da parte delle erbe cosiddette &#8220;infestanti&#8221;, spesso fonti preziose alimentari o medicinali, come l&#8217;Amaranto, pianta sacra degli Incas, dal valore nutritivo molto superiore al Mais, che oggi coltiviamo diserbando chimicamente l&#8217;Amaranto&#8230; (da perfetti imbecilli), è noto che si tratta di un meccanismo di &#8220;selezione genetica&#8221;, in questo caso definibile come &#8220;innaturale&#8221;, in quanto operata da agenti artificiali chimici. Per cui, all&#8217;aumentare della pressione selettiva, ovvero più erbacce si cerca di uccidere con i trattamenti chimici, più velocemente si selezionano le popolazioni resistenti al determinato prodotto chimico. E, in ogni caso, l&#8217;uso dei disseccanti totali ed erbicidi è destinato puntualmente a fallire, come dimostrano le centinaia di specie divenute resistenti ai diversi principi attivi chimici.</p>
<p>Gli unici esseri viventi che non hanno speranza di diventare resistenti alle sostanze chimiche di sintesi sono, purtroppo, gli esseri umani ai vertici delle catene alimentari, i quali si nutrono da 50 anni di alimenti contaminati da <strong>Pesticidi</strong> e <strong>Diserbanti/Disseccanti</strong> (xenobiotici-biocidi), le cui conseguenze sulla salute sono sotto gli occhi di tutti e &#8220;scientificamente&#8221; dimostrate a posteriori, violando il Principio di Precauzione (ovvero la legge). Esasperate negli ultimi due decenni dall&#8217;avvento sulle nostre tavole di OGM (Dna transgenico e proteine incognite ed imprevedibili connesse che si diffondono attraverso il TGO, trasferimento genico orizzontale) ed elevati residui di disseccanti totali e tossine Bt &#8220;alterate&#8221;, che stanno compromettendo la salute Umana in modo esponenziale. La perdita di aspettativa di vita sana in Italia è di circa 8 anni negli ultimi 10 anni (fonte Eurostat) e il nostro paese ha il triste record mondiale dei tumori dell&#8217;Infanzia (OMS).</p>
<p>Gli esseri Umani non sono dotati di capacità riproduttive paragonabili alle piante, agli insetti e agli altri patogeni vegetali e le modificazioni &#8220;genetiche&#8221; ed &#8220;epigenetiche&#8221; del suo DNA, dovute a fattori xenobiotici, non selezionano &#8220;individui resistenti&#8221;, bensì portano drammaticamente alla comparsa di innumerevoli nuove patologie degenerative, tumorali, autoimmuni, allergeniche, ormonali, celiache, riproduttive, teratogene (alterazione del dna degli spermatozoi), cerebrali, ecc&#8230; un vero è proprio programma di sterminio ben architettato dalle Multinazionali, che ne hanno fatto il loro &#8220;Affare del Secolo&#8221;&#8230;<br />
La domanda scientifica da porsi è: &#8220;come riuscirà l&#8217;essere umano a fermare questi folli &#8220;Stranamore&#8221; con le armi del Diritto ed a sopravvivere a questo secolo?&#8221;<br />
Oggi l&#8217;Unione Europea ha investito 500 miliardi di € (70 solo per l&#8217;Italia) per sostenere la riconversione Ecologica dell&#8217;Agricoltura, nei prossimi 6 anni. Gli agricoltori biologici hanno diritto alla copertura dei mancati ricavi, maggiori costi, più il 20% per le spese di transazione e il 30% per le azioni collettive, attraverso i Pagamenti Agroambientali, ovvero il Biologico &#8220;deve convenire per legge&#8221; visti gli enormi benefici indiretti&#8230;</p>
<p>Bastano 4-5 miliardi di € all&#8217;anno, ben spesi, per riconvertire tutta l&#8217;Agricoltura Italiana in Biologico&#8230; e ne abbiamo a disposizione almeno 12&#8230; E potremmo ridurre drasticamente le spese per il dissesto idrogeologico (almeno 15 miliardi all&#8217;anno) e per le Malattie degenerative (almeno 100 miliardi di € all&#8217;anno !!). Gli agricoltori biologici hanno diritto a 1.500 € / annui per consulenza agroecologica, 3.000 € /annui per spese di certificazione Biologica, oltre a Programmi di Promozione e Innovazione coperti al 70-80% dei costi&#8230; ed assicurazioni agevolate per la difesa delle coltivazioni con metodi biologici, con recupero delle polizze al 65%&#8230;</p>
<p>Le risorse agroambientali sono disponibili dal 1992 e in forma obbligatoria dal 2000. E, per ottenere il rispetto dei diritti degli agricoltori, purtroppo abbiamo dovuto rivolgerci ai TAR.</p>
<p>Le regioni e il MIPAAF stanno per approvare i PSR e i PSN di Sviluppo Rurale 2014-2020.</p>
<p>Forse questa volta sarà possibile lavorare meglio in fase di concertazione&#8230; lo sperano soprattutto i nostri figli.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Giuseppe Altieri,</strong><br />
<strong>Agroecologo</strong></p>
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		<title>Su 28 Paesi Ue sono 19 quelli contrari alle colture biotch Usa</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Sep 2014 10:47:04 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Commissione UE]]></category>
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		<description><![CDATA[Su 28 Paesi Ue sono 19 quelli contrari alle colture biotech Usa, ma ora la titolare del Commercui viene dalla Svezia (pro- gm) Esportare gli Ogm anche sul ricco mercato europeo è da decenni un obiettivo dichiarato degli Stati Uniti. E il trattato Ttip, volto a liberalizzare commercio e investimenti sulle due sponde dell&#8217;Atlantico, sembra presentarsi ora come il cavallo di Troia [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Su 28 Paesi Ue sono 19 quelli contrari alle colture biotech Usa, ma ora la titolare del Commercui viene dalla Svezia (pro- gm)</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Esportare gli Ogm anche sul ricco mercato europeo è da decenni un obiettivo dichiarato degli Stati Uniti. E il trattato Ttip, volto a liberalizzare commercio e investimenti sulle due sponde dell&#8217;Atlantico, sembra presentarsi ora come il cavallo di Troia ideale. Ne ha dato plateale conferma lo stesso segretario Usa </em><em>all&#8217;Agricoltura, Tom Vilsack, che nel giugno scorso è venuto a battere i pugni sui tavoli della Commissione Ue a Bruxelles nel tentativo di sbloccare le trattative, incagliate proprio su questo punto.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.liberidicoltivare.it/wp-content/uploads/2014/09/ITALIA_OGGI_49.pdf" target="_blank">Leggi tutto l&#8217;articolo di Italia OGGI</a></strong></p>
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		<title>Otto italiani su 10 contrari agli ogm in agricoltura</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Sep 2014 12:51:50 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Mais]]></category>
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		<description><![CDATA[Sono quasi 8 italiani su 10, il 77% a essere contrario all&#8217;utilizzo degli ogm in agricoltura. E&#8217; quanto emerge dal IV Rapporto &#8220;Gli italiani e l&#8217;agricoltura&#8221; che verrà presentato oggi al Sana di Bologna dalla Fondazione Univerde presieduta da Alfonso Pecoraro Scanio. Un dato che rispecchia assunta dall&#8217;Italia a livello istituzionale, da vari anni e [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Sono quasi 8 italiani su 10, il 77% a essere contrario all&#8217;utilizzo degli ogm in agricoltura. E&#8217; quanto emerge dal IV Rapporto &#8220;<strong>Gli italiani e l&#8217;agricoltura</strong>&#8221; che verrà presentato oggi al <strong>Sana di Bologna</strong> dalla <strong>Fondazione Univerde</strong> presieduta da <strong>Alfonso Pecoraro Scanio</strong>. Un dato che rispecchia assunta dall&#8217;Italia a livello istituzionale, da vari anni e di recente con i provvedimenti che vietano la semina di mais ogm in Friuli Venenzia Giulia.</p>
<p><a href="http://www.adnkronos.com/sostenibilita/tendenze/2014/09/08/otto-italiani-contrari-agli-ogm-agricoltura_8anbTCSQyRLEfYIdaMEEfP.html" target="_blank"><strong>Leggi l&#8217;articolo</strong></a></p>
<p><a href="http://www.liberidicoltivare.it/wp-content/uploads/2014/09/univerde.jpg"><img class="size-full wp-image-682 aligncenter" src="http://www.liberidicoltivare.it/wp-content/uploads/2014/09/univerde.jpg" alt="univerde" width="459" height="211" /></a></p>
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		<title>Roberto Bassi in risposta a Valentino Mercati</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Sep 2014 09:57:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Caro Cavalier Mercati, in questo momento sono in Cina per un congresso ma trovo un po’ di tempo per rispondere alla sua lettera. Faccio una premessa che credo importante: ho cercato e cercherò ancora di prescindere dalla mia opinione personale sulla opportunità di usare OGM in agricoltura ma piuttosto di verificare insieme a Lei la [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Caro Cavalier Mercati,</p>
<p style="text-align: justify;">in questo momento sono in Cina per un congresso ma trovo un po’ di tempo per rispondere alla sua lettera.</p>
<p style="text-align: justify;">Faccio una premessa che credo importante: ho cercato e cercherò ancora di prescindere dalla mia opinione personale sulla opportunità di usare OGM in agricoltura ma piuttosto di verificare insieme a Lei la fondatezza di talune affermazioni largamente utilizzate nel dibattito. Nel fare questo, mi limiterò all’aspetto scientifico della questione, l’unico in cui ho una qualche competenza. Invece, ho difficoltà a valutare le sue deduzioni basate su pronunciamenti di corti di giustizia in paesi diversi. Un giudice fa le sue deduzioni sulla base della legge vigente nel suo paese, non sui risultati scientifici disponibili nella letteratura specializzata. Infatti, corti di giustizia di paesi diversi hanno dato e continuano a dare pareri contrastanti. La legge, a sua volta, è il risultato di un processo politico in cui i partiti votano sulla base del parere di chi li vota, non dei risultati degli esperimenti. Per chiudere questa premessa le faccio notare che nonostante Lei citi sentenze di corti americane contro l’uso di OGM, questi ultimi continuano a essere largamente coltivati in tutto il paese a dimostrazione del fatto che le sentenze a favore sono state e continuano a essere di numero e livello largamente superiore a quelle contrarie. La scienza e la legge confluiscono solo nel lungo periodo, come le potrebbero raccontarle Giordano Bruno e Galileo Galilei, entrambi condannati per aver suggerito che la terra fosse una sfera.</p>
<p style="text-align: justify;">Tornando agli erbicidi, che sembrano essere il suo terreno di discussione preferito in questa occasione, la selezione di varietà di infestanti resistenti agli erbicidi richiede con tutta evidenza che la pianta esposta sopravviva fino a riprodursi, senza di chè i semi mutati non potrebbero esistere. Penso che concorderà sul fatto che un numero multiplo di trattamenti poco efficaci in pre-emergenza lascerà in vita più individui infestanti che non pochi trattamenti efficaci in post-emergenza. Ne consegue che la probabilità di avere resistenti è MOLTO maggiore con l’uso di piante non transgeniche rispetto alla alternativa OGM. Certo, non si può escludere che la resistenza emerga anche fra le erbe infestanti i campi OGM, ma è certo MOLTO meno probabile.</p>
<p style="text-align: justify;">Già che ci sono continuo sull’argomento con qualche considerazione sulla Sua richiesta, fatta nella prima lettera diretta alla senatrice Cattaneo, di “<strong>poter liberamente coltivare le piante medicinali e simili</strong>” senza il “<strong>pericolo di inquinamento da polline proveniente da OGM</strong>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono certo che si tratta di una svista dato che la barriera di specie è molto netta e che dunque impossibile fecondare una pianta medicinale con polline di mais o cotone transgenico. Non ci sono piante transgeniche commerciali per l’uso in erboristeria, che io sappia. Inoltre, molti transgeni vengono ormai introdotti nel genoma di un organello cellulare chiamato cloroplasto.</p>
<p style="text-align: justify;">Siccome il cloroplasto non viene trasmesso per via maschile ( il polline), è possibile che un campo OGM venga “inquinato” da uno non OGM, ma non il contrario. La ricerca ha preso in carico l’obiezione sulla diffusione del polline e trovata una soluzione. Fateci altre obiezioni sensate e dateci un po’ di tempo: continueremo a trovare soluzioni nuove per vecchi e nuovi problemi come hanno fatto i nostri precursori durante tutto il percorso della civilizzazione umana domesticando piante ed animali per le nostre necessità.</p>
<p style="text-align: left;">Guilin, 21 agosto 2014</p>
<p style="text-align: right;">Con i migliori saluti<br />
<strong>Roberto Bassi</strong><br />
<em>Dipartimento di Biotecnologie &#8211; Università di Verona</em></p>
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		<title>Case Study: Vallarsa</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Sep 2014 09:55:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[liberidicoltivare]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Agricoltura sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Comune di Vallarsa]]></category>
		<category><![CDATA[Consiglio comunale]]></category>
		<category><![CDATA[Delibera]]></category>
		<category><![CDATA[Vallarsa]]></category>

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		<description><![CDATA[La delibera del Comune di Vallarsa Per tutelare la qualità dell’ecosistema e la salute della collettività dai potenziali effetti nocivi delle sostanze chimiche usate in agricoltura, il Consiglio comunale di Vallarsa ha deciso di regolamentare le coltivazioni agricole e gli allevamenti locali sulla base del principio “chi inquina paga”. La delibera del comune trentino regolamenta [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: justify;"><strong>La delibera del Comune di Vallarsa</strong></h3>
<p style="text-align: justify;"><strong>Per tutelare la qualità dell’ecosistema e la salute della collettività dai potenziali effetti nocivi delle sostanze chimiche usate in agricoltura, il Consiglio comunale di Vallarsa ha deciso di regolamentare le coltivazioni agricole e gli allevamenti locali sulla base del principio “chi inquina paga”.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La delibera del comune trentino regolamenta un modello di agricoltura sostenibile, caratterizzata da coltivazioni ed allevamenti a basso impatto ambientale. Un siffatto modello agricolo mira alla salvaguardia della salute e, contemporaneamente, ad una più efficace promozione del territorio, dei suoi prodotti agricoli e dei propri servizi ricettivi.</p>
<table width="850">
<tbody>
<tr>
<td width="600">Titolo</td>
<td width="150">Riferimento</td>
<td width="100">Data</td>
</tr>
<tr>
<td width="600"> <a href="http://www.liberidicoltivare.it/wp-content/uploads/2014/07/VALLARSA-CC-08-2014-approvazione-regolamento-attivià-produttiva-agricola.pdf" target="_blank"><strong>Verbale di deliberazione del Consiglio Comunale: attività produttive</strong></a></td>
<td width="150">Comune di Vallarsa</td>
<td width="100">06/03/2014</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><strong>Rassegna stampa sul &#8220;Progetto Vallarsa&#8221;</strong></p>
<table width="850">
<tbody>
<tr>
<td width="600"><a href="http://www.liberidicoltivare.it/wp-content/uploads/2014/07/melinda.pdf"><b>Melinda contesta il modello Vallarsa</b></a></td>
<td width="150">Corriere del Trentino</td>
<td width="100">15/07/2014</td>
</tr>
<tr>
<td width="600"><a href="http://www.liberidicoltivare.it/wp-content/uploads/2014/07/odorizzi.pdf"><b>Odorizzi: dovrebbe decidere il consumatore</b></a></td>
<td width="150">Corriere del Trentino</td>
<td width="100">15/07/2014</td>
</tr>
<tr>
<td width="600"><a href="http://www.liberidicoltivare.it/wp-content/uploads/2014/07/coldiretti.pdf"><b>La coldiretti è contro il biologico obbligatorio</b></a></td>
<td width="150">Trentino</td>
<td width="100">17/07/2014</td>
</tr>
</tbody>
</table>
]]></content:encoded>
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